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sabato 4 maggio 2013

500Km nell'Outback

Dopo nostro girovagare a Pert e dintorni abbiamo preso un volo per Alice Springs da cui siamo partiti per il nostro giro in giro nel Northern Outback 


Se già a Perth sembrava di essere lontano dal mondo, non vi dico nei territori del Nord!

Abbiamo affittato una macchina e, dopo aper fatto un po' di spesa di viveri e bevande varie ci siamo messi in viaggio per affrontare i 500km che ci separavano da Ayers Rock




Notare la temperatura registrata... ed era quasi il tramonto!!!

Durante il tragitto, l'intero tragitto intendo, abbiamo incrociato una decina di macchine, una marea di animali e due camion 'tripli'

Pare che in quell'area i cammelli portati dai coloni dall'Africa si siano trovati bene e vivano selvatici in quelle brulle terre...

Noi però ci siamo dovuti fermare in una fattoria disabitata per trovarli (era un posto davvero anacronistico, l'unico in cui fermarsi nel giro di quei 100km, non c'era un'anima viva ma solo un gruppo di cammelli attorniato da pappagallini rosa...)

Poi ci siamo rimessi in viaggio


E all'imbrunire hanno iniziato a saltare (letteralmente) fuori da tutte le parti canguri...



Purtroppo per loro sono molto tonti si fermano impallati a guardare le poche macchine che passano


e saltano davanti alle macchine a ai camion in movimento in continuazione, lasciando in dietro degli amici...


Finalmente, dopo kilometri e kilometri siamo arrivati a vedere all'orizzonte la maestosa roccia


In realtà qui era già l'alba del giorno successivo perchè ci siamo fermati a dormire in quella che per noi è diventata La Leggendaria ErlDunda.
Questo posto assurdo che si trova in corrispondenza dell'unico incrocio della lunga strada percorsa è stato davvero un flash per noi.

Sarà che eravamo stanchi, o esagitati da tutti i canguri visti, non so, ma è stato davvero strano.
E' una sorta di Motel/Campeggio/Birreria/Distributore di benzina. 
E' letteralmente nel mezzo del nulla (io dico, anzi dicevo prima di aver visto Erldunda, che dove siamo in Indonesia è il pelo sul ---bip--- del Mondo ma in confronto ad Erldunda è una metropoli brulicante!), arrivandoci si vede bene che per centinaia di kilometri non c'è una persona neanche a cercarla nell'unica fattoria sulla strada, eppure il tizio della reception, dopo aver detto a una delle ospiti che era stata morsa da una biscia in piscina di non preoccuparsi che era normale, mi guarda e mi fa: nooooo la macchina non lasciatela fuori! mettetela dentro il cancello che non si sa mai cosa succede di notte. Io ora mi domanderò per sempre, ma che diavolo può succedere di notte in quel posto? un'assalto da parte dei canguri? l'atterraggio di un ufo? lo schiantarsi di un meteorite sulla macchina? boh, questo resterà un mistero e queste davvero sono le uniche possibilità che mi vengono in mente perchè a parte questo posso solo pensare alla rinascita degli Zombie, ma non voglio pensarci che qui è tardi e poi non riesco a dormire...

Dopo aver messo la macchina dentro siamo tornati dal tizio per farci dare la chiave della camera. Un attimo dopo dalla porta sul retro entra una mastodontica donna (giuro, era enorme, sembrava Mastro Lindo in versione cattivissima e femminile) tutta vestita di nero con un telo da pizzaiolo (decisamente 'vissuto') in testa e ai piedi gli anfibi neri da assassino (avete presente quelli dell'assassino che rientra con lo sguardo losco e la pala sporca di terra in mano in una notte di pioggia? ecco era lei.) Con voce bassa e decisa ci dice, e davvero sembrava un'intimidazione credetemi, Volete mangiare? Cacchio pensavo ci avrebbe scaraventato in piscina e affogato per poi metterci nel suo freezer... Comunque, sia io che Cri, con voce timorosa e sguardo basso abbiamo risposto Se non da troppo disturbo... in effetti... ma solo se è possibile... Lei cattivisima (poverina probabilmente non lo era ma ora la sensazione paura per me ha la sua faccia) ci risponde Ma muovetevi ad ordinare che io devo chiudere la cucina! Sissignora, subito signora, un'hamburger e un chicken schnitzel. E siamo scappati a portare le cose in camera.

Cinque minuti dopo nella sala ristorante, che era piena di birre di tutti i tipi, i nostri due piatti erano già pronti e freddi ad aspettarci e il simpatico (mhhh...) tipo al bancone ce lì ha sporti con una grazia eccelsa (ancora un po' finivano a terra) e indicandoci con un cenno un tavolo su cui recuperare posate, bicchieri e tovaglioli ci ha detto Pensavo che non veniste più... (saranno passati 5 minuti a dir tanto, ma probabilmente era il fratello piccolo della 'Donna di ErlDunda' che faceva pratica per diventare intimidatorio come la sorella...). 

Io davvero, non ho fatto neanche una foto a quel posto perchè realmente, mi sembrava una cosa che avrebbe potuto far arrabbiare i due fratelli (o magari erano marito e moglie... naaaahh... non credo) e non avrei mai, per nessun motivo, voluto vederli arrabbiati!
Se mi facevano già così paura a vederli mentre cercavano di essere gentili (perchè si vedeva che ce la stavano mettendo tutta) figurarsi che incubi se li avessi visti arrabbiati!

Ma non fraintendetemi, è stato fantastico. Il viaggio in macchina, i canguri, ErlDunda che resterà per sempre nei nostri ricordi, è stato bellissimo. La parte più bella del giro nei territori del Nord.
Andando in aereo a mio parere ci si perde la maggior parte di tutto. Del divertimento, del senso dell'avventura del viaggio, della comprensione di come la terra attorno a quel sassone rosso che è Ayers Rock sia davvero piatta e brulla... Si finisce come diceva Terzani, catapultati in da un luogo all'altro senza percepire l'anima del posto in cui ci si trova, insomma se ci andate andateci in macchina, ne vale la pena!
Ah, eh.., e mi raccomando, salutateci la 'Donna di ErlDunda'!!



Così la mattina successiva al trip della cena a Erldunda eravano ad Ayers Rock...


Certo sono gente decisa gli australiani, ma una bara davanti all'inizio dell'arrampicata non è eccessivamente intimidatorio?




Siamo poi andati a vedere le Olgas...


Prima di rientrare nel villaggio degli hotel per rendere la macchina e fare due foto a un'intrattenimento sulle usanze degli aborigeni


Per poi prepararci per andare alla cena dell'ultimo dell'anno (eh già era capodanno del 2012, ce ne ho messo di tempo a postare le foto!), che abbiamo fatto nel deserto in un posto con una vista meravigliosa...



E così si è concluso il nostro giro nel Nord australiano.


Il mattino dopo ce ne siamo andati (in aereo questa volta!) a Sidney!

lunedì 4 giugno 2012

Di nuovo pubblicità: bici bici bici...

Si sono peggio di Sky, lo so... un sacco di pubblicità! (quand'era Telepiù era molto meglio, non trovate?)
ma tanto a nessuno importa di questo giro virtuale, e poi non siamo mai a casa a fare foto, quindi, mo' vi beccate di nuovo pubblicità!

Oggi facevo ordine sul pc (ho un macello di roba e non trovo mai nulla, quando cerco un file mi sembra sempre di essere a casa in Italia quando cerco una maglietta o un vestito: impossibile trovarlo in meno di 3 o 4 ore!!!) Comunque, tra le mille cartelle inutili che ho trovato, né ho trovato una ancora più inutile delle altre...
Era una cartella che avevo copiato dalla chiavetta usb dell'ufficio tempo fa. Le dolci fanciulle indonesiane ci avevano salvato foto del matrimonio di Yanti, quello di Arista con le mie fantastiche acrobazie 'parrucchieresche' e mille altre foto di scemenze tra cui le foto di questa festa non so dove con queste assurde 'bici elaborate':



elaborare e modificare le cose è un passatempo che piace tantissimo agli indonesiani, e se poi le creazioni possono essere sfoggiate in mezzo al rumore e alla confusione come in una delle loro feste allora è proprio il massimo!

martedì 22 maggio 2012

Intervallo pubblicitario - Indonesiani, tricks & tips

Interrompo per un attimo il tour virtuale per un paio di chicche in ordine sparso sugli abitanti di queste terre.
E, con l'occasione, do' anche il benvenuto ad Andrea su questo blog, cosa che mi ero scordata di fare nei commenti... hai hai hai che testa!

Allora, questi fantastici indonesiani, come tutti al mondo, hanno pregi e difetti. E non è mia intenzione enumerarveli tutti!
Butto giù solo un po' di cose, così come mi vengono in mente, tanto per farveli conoscere un po'...

Il Sì come risposta 'di cortesia'.
Dire no è scortese. quindi capita spessissimo che ti rispondano si ma in realtà pensano no. Perché? Perché SI è la risposta che volevi avere, e loro te la danno. Punto.
La cosa divertente è che lo sanno benissimo che è una stro***ta! e te lo dicono apertamente... eh ma se ti dicevo no ti arrabbiavi, quindi ti ho detto si ma poi non potevo proprio... aaarrrrggghhhh
E notare che non è che la facciano con me perché hanno paura di ritorsioni, è proprio nel loro stile di vita.
Non è che questo crei grandi problemi, soprattutto quando si tratta di cose non importanti. Sulle cose importanti o sul lavoro o con le persone con cui si ha a che fare di più l'unica cosa (lunga ed estenuante che può durare mesi o anche anni) è far capire che quando dicono si, si dev'essere, altrimenti usino altre parole (ma non forse, cfr sotto).

Il FORSE, risposta liberamente interpretabile.
Non rispondete mai a nessuno forse. Forse vale come un sì o come un no. A l bera interpretazione di chi lo riceve come risposta.
Pensateci, quante volte vi è successo che qualcuno vi abbia chiesto qualcosa e voi volevate rispondere NO ma serbava brutto e quindi avete risposto forse?
Oppure di rispondere forse quando la risposta dipende da altre informazioni? Ad esempio, un paio d'anni fa era venuto un vicino a chiedere se volevamo comprare il suo terreno, adiacente al nostro, e io avevo fatto, per l'ennesima volta, l'errore di rispondere: forse, a quanto lo vendi? Io intendevo dire: se lo vendi a poco si, altrimenti no. Bhè lui mi ha detto il prezzo, io gli ho risposto che era carissimo e che non ci interessava e ci siamo salutati.
Due mesi dopo si è ripresentato dicendo che stava ancora aspettando un'offerta per il terreno che gli avevamo detto che volevamo comprare e che era scortese da parte nostra non avergli ancora fatto un'offerta!

Il NO MI FA VENIRE MAL DI PANCIA risposta che passa inosservata, e accettata.
Se state un po' in qualche zona poco turistica sarete sicuramente, e ripetutamente, invitati a feste in cui vi offrono da mangiare appena arrivati.
Bhè sappiate che bloccare il cameriere mentre vi sta appoggiando il piatto con la mano e dirgli non lo voglio mi fa venire mal di pancia non è un problema, ed in più può salvarvi lo stomaco!
L'importante è che non abbia appoggiato il piatto o, se l'ha fatto che lo spostiate subito allontanandolo da voi, in questo modo lui lo riprenderà e potrà offrirlo ad altri, in caso contrario risulta scortese se non lo mangiate perché avanzare il cibo non sta bene neanche qui o, se lo lasciate a metà perché è immangiabile tutti vi stresseranno perché per loro è incomprensibile che non vi piaccia.
Ed è anche importante dire il perché non lo volete, altre risposte sarebbero sicuramente fonte di confusione e incomprensione... se ad esempio dite 'ho già mangiato' nessuno vi darà retta perché non è una giustificazione sufficiente, se dite solo 'no' non vi lasceranno in pace finché non gli date una spiegazione, se dite che so 'non mangio carne' vi portano un piatto con solo verdure... e così via. Insomma l'unica risposta accettata è quella e, notate bene, nessuno si offenderà perché la colpa è del vostro stomaco mica del piatto da loro cucinato! sono incredibili a volte... lo so!
Se ripenso ai mille intrugli che ho mangiato prima di scoprire questa cosa mi viene una gastroenterite istantanea...!!!

Lingua e problemi di comprensione
La lingua indonesiana è semplicissima, ve l'avevo già scritto, ad impararla ci vorranno si e no un mese o due. Ma quello che è assurdo è che non ci si capisce.
Non è che non ci si capisce tra madrelingua e stranieri, non ci si capisce proprio a parlare questa lingua. Neanche tra di loro si capiscono del tutto...
Il problema è che le parole sono troppo poche, o forse è dato dall'assenza di immaginazione, o dall'eccessiva immaginazione... non so. Fatto sta che non si può essere sicuri, mai. E per telefono ancora meno...

Gatti indonesiani
Non centra nulla lo so, ma visto che l'odioso gatto della vicina sta passeggiando sotto il portico per andare a passare la notte sulle nostre poltrone mi è venuto in mente e ve lo scrivo.
Io, chi mi conosce lo sa, non sono particolarmente amante dei gatti. Ma quelli indonesiani mi infastidiscono ancora di più. Esteticamente sono tutti uguali, giallastri e con la coda mozza ma quello che mi da in testa è il loro 'modo di fare' sono sbruffoni, saccenti e antipatici. Sarà che parto prevenuta sui gatti, ma questi sono particolarmente antipatici.

Ci sono altre mille cose assurde, ma ormai mi ci sono abituata e mi sembrano normali... appena me ne vengono in mente altre ve le posto!

mercoledì 1 febbraio 2012

Una foglia o ....

C'era una foglia su un ripiano di un mobile.
Era una foglia piccola, tipo una foglia di mogano.
Era secca, autunnale.
Poi un impercettibile alito di vento l'ha fatta volare e posare sul soffitto.
...
Sul soffitto? E come cavolo è possibile???

Bhè lo è, perchè la foglia non era una foglia!

Che ci crediate o no, quella nella foto è una farfalla.
Con la forma perfetta, o meglio, imperfetta, di una foglia secca irregolare e anche un po' rotta da un lato.
Se ingrandite la foto e la guardate con attenzione nella parte centrale, in verticale, vedrete il bozzo oblungo del corpo della farfalla e, in alto, la testolina grigia che spunta.
Incredibile la natura!

mercoledì 13 luglio 2011

Dormire, dolce dormire...

In alcune cose gli indonesiani sono davvero come dei bambini.

Come ad esempio nel dormire: si addormentano ovunque e in posizioni assurde.

Schiacciare un pisolino all'aeroporto di Singapore su una sedia? Perché no? 4 pisolini, chi all'indietro, chi in avanti, l'importante è 'pisolare' in pace!


sabato 2 luglio 2011

Crayfish, Aragoste a testa piatta

Oggi siamo andati a fare un giro al mercato del pesce, volevamo comprare dei gamberoni e un paio di red snapper.

Il mercato del pesce qui è diviso in due zone, in una i pescatori scaricano il pesce che hanno pescato in mucchietti dai 5 chili circa in su diviso per tipo e poi ogni mucchietto viene venduto all'asta. Poi a fianco, c'è una lunga sfila di signore che dividono il pesce appena comprato all'asta in mucchi più piccoli di 2-3 kg all'interno di contenitori di vimini e lo vendono, eventualmente anche dividendolo ulteriormente in mucchi più piccoli.
Questo sotto la tettoia principale.
Poi c'è una zona vicino all'attracco delle barche dove vendono il pesce 'di scarto'. Questa zona è da noi molto battuta perchè vendono anche cicale, moscardini e conchigliame vario che, insieme a pesci di piccole dimensioni, ritengono scarto.
Mentre vicino al parcheggio c'è un'altra tettoia dove raccolgono i pesci più pregiati comprati all'asta per portarli ad altri mercati o ai centri di raccolta che poi spediscono principalmente a Bali, Jakarta e Singapore.

Tornando al nostro giro, visto che le signore con i cestelli in vimini da 2-3kg non avevano gamberoni ci siamo spostati nella zona della vendita all'asta.
Lì abbiamo incontrato il guardiano della nostra fabbrica che non ha davvero nessuna qualità se non quella di saper acquistare pesce fresco a buon prezzo. Io non lo sopporto, sono anni che mi sta antipatico, ma devo ammettere che è bravo a comprare il pesce anche perchè viene da una famiglia di pescatori e vive nel quartiere dei pescatori.
Così gli abbiamo indicato il mucchio di pesce che volevamo acquistare, che era costituito per la maggior parte da bei gamberoni grossi e freschi e, mischiati a questi, c'erano degli altri crostacei non meglio identificati. In un attimo ha chiamato un suo amico che è andato a prendere una rete con dentro circa 5 chili di granchi e di quegli strani crostacei che avevano messo da parte nella tettoia a fianco per 'l'export'. Dicevano entrambi che erano più buoni e più pregiati dei gamberoni il che non è una garanzia visto che qui scartano cicale, moscardini, cozze e vongole a favore di pesci talmente spinosi da essere immangiabili! Però erano davvero convinti di quello che divevano, e avevano dovuto movimentare mezzo mercato per andarceli a prendere così li abbiamo comprati.
Che dire, sono bruttini, ma anche le cicale e le aragoste non sono il massimo della bellezza se guardate al di là del loro fascino culinario....

le abbiamo portate a casa e fatte alla griglia con aglio, sale, pepe e un filo di burro e... cavolo! devo dirvi che sono davvero buone!! A vista sembrano una via di mezzo tra un gambero e un'aragosta, hanno la testa grande e piatta con punte su tutto il contorno e una lunga punta nel centro della testa. Il sapore è decisamente simile a quello dell'aragosta. Davvero buone!

Abbiamo scoperto che si chiamano aragoste a testa piatta, Thenus orientalis stando a wikipedia,  e che si trovano praticamente solo nella zona che va dall'ovest dell'Africa fino al nord dell'Australia e alle Filippine.
Questo forse spiega perchè non abbiamo trovato nessuna informazione su come cucinarle se non con ricette asiatiche ma, come anche le aragoste, ritengo sia un peccato coprirne il gusto con troppe spezie o salse piccanti. Se passate in Asia ve le consiglio, si chiamano Flathead Lobster o Crayfish, potete trovare qualche informazione qui.

giovedì 17 marzo 2011

Alla finestra....

La settimana scorsa eravamo in albergo a Singapore. 19esimo piano di un albergo in pieno centro.
Stavamo scaricando le mail e facendo un po' d'ordine in camera quando girandoci abbiamo visto alla finestra...:
hihihi! ci è venuto un colpo!
Stavano facendo dei lavori e sono andati su e giù per tutto il giorno...
La cosa tremenda, oltre ad essere a 70 metri da terra, sotto il sole in un cestello, è che il cestello non stava fermo! anche quando lo fermavano per verniciare o pulire quello piano piano continuava a scendere verso il basso e ogni tanto lo ritiravano su di qualche metro! Quando si dice un brutto lavoro!!

martedì 18 gennaio 2011

Regali e... pacchi!

Naturalmente il Natale, soprattutto per via dei regali, sta prendendo sempre più prede ovunque (e poi ci si lamenta della crisi... spendaccioni!) e con i regali s'intende anche il pacchetto regalo, naturalmente!

Per noi il pacco regalo è naturalmente costituito dai due elementi: carta da regalo e fiocco o nastro. E' sempre stato così. Ed era una di quelle cose talmente naturali che immaginavo non sarebbe cambiata mai.
La comparsa dei sacchetti auto-chiudibili con fiocco mi ha un po' lasciato perplessa a dire il vero, però almeno hanno sempre avuto il fiocco o il nastro e l'idea generale di 'imballaggio carino+fiocco' non è stata poi modificata così tanto.

Fino a che siamo venuti in Indonesia.
Ricordo ancora quando, nel più ben fornito negozio della zona abbiamo cercato il nastrino da regali, quello classico da arricciare con le forbici. Niente. Neanche l'ombra.
E neppure i fiocchetti prefatti, o quelli da tirare ai lati che si arricciano da soli... nulla di nulla.

Perplessi, dopo aver acquistato solo la carta da regalo, ci avviciniamo al banchetto dove un paio di ragazze confezionavano i pacchetti. Immaginando che il nastrino sarebbe stato aggiunto da loro durante il confezionamento.
Il sistema di avvolgere il regalo nella carta è diverso dall'inizio alla fine. Lo so, direte voi, quanti modi vuoi che ci siano di fare un pacco? Eppure è così.
La carta qui costa tantissimo, e anche la carta regalo, quindi non ne va sprecato neanche un centimetro, che dico, un millimetro.
L'impacchettamento inizia prendendo e controllando bene le misure e tagliando la carta necessaria di una misura talmente piccola che io non riuscirei neanche a impacchettare un lato del regalo, figuriamoci tutto! Solo da un lato vengono lasciati 3 o 4cm di sbordo rispetto alla dimensione del pacco.
E noi lì, affacciati sul banchetto a guardare la ragazza pensando che non ce la farà mai e che ci toccherà tornare a far la coda alle casse perchè ha tagliato un pezzo troppo piccolo di carta e non riuscirà mai ad avvolgerci il regalo.
Eppure lei sembra sicura di quello che fa.
Inizia ad attaccare con lo scotch un lato della carta ad un lato del regalo e poi ad avvolgerlo terminando con uno, o forse al massimo 2 millimetri, di sovrapposizione della carta. Fiuuuu...! per un pelo! pensiamo noi in attesa degli altri due lati da chiudere.
Poi gira il pacchetto e chiude il fondo, con la stessa precisione millimetrica per cui la carta risulta sovrapposta davvero di pochissimo. Altro che i miei pacchetti con un metro quadro di carta arrotolato due o tre volte attorno a una scatolina minuscola!
Poi c'è il lato alto del pacco, e lì ci sono 4 o 5 centimetri di avanzo, e lei prende le forbici e inizia a tagliare. E allora ti dici, mha, questa è strana, ha fatto gli altri lati senza sprecare un solo millimetro di carta e qui deve buttarne via una striscia così grande! E invece no. Non la taglia via tutta ma solo un pezzetto in diagonale. Millimetrico, natualmente. E poi inizia a girare il pacchetto sopra e sotto e la carta a destra e a sinistra e in un attimo con quei 4cm in più di carta ti tira fuori una decorazione che vale quattro fiocchetti dei miei!!
Carinissimi. E li fanno di mille forme diverse. EEcco quello che ho ricevuto quest'anno, lo definirei un origami-pacchetto:



Mi è quasi spiaciuto aprirlo!

martedì 11 gennaio 2011

Selamat Tahun Baru!

Seppur con un po' di ritardo eccoci qui ad augurarvi Buon Anno Nuovo, Selamat Tahun Baru!

Siamo stati presi da un vortice, anzi in realtà da un doppio vortice....
in Italia, nei 3 mesi che siamo stati, non abbiamo avuto tempo di fermarci un attimo, e poi, arrivati qui, pensavamo di riuscire abbastanza in fretta a riprenderci i nostri spazi ma... peggio che andar di notte!!
Siamo stati a Singapore per qualche giorno, commissioni su commissioni... non capisco come sia possibile che ogni volta che andiamo a Singapore passiamo il tempo a fare commissioni: vai a prendere il portatile lasciato all'assistenza (che tanto era cimito del tutto ed è stato cambiato), vai a trovare tizio, compra questo e quello, appuntamento con caio... altro che intrammezzo vacanziero prima di passare dal lavoro italiano a quello indonesiano! Bhè, almeno così il fuso orario non si sente neanche! hihihi e poi adesso posso scrivere tutte le lettere accentate che voglio con la tastiera italiana! èèèèè àààà ììììì... è una tale liberazione! anche se ci ho messo un po' a riabituarmi!

Tornando a noi, quando siamo arrivati qui a casa in Indonesia abbiamo trovato gioie e dolori, come sempre...
La casa nuova imbiancata e con serramenti e i la cabina armadi finita è una meraviglia, il Joglo che stiamo ancora usando e il giardino erano in uno stato pietoso!
Nessuno ha tagliato l'erba e ci siamo trovati in una selva oscura, talmente selva che la Pem non aveva per niente voglia di venire fin qua ad aprire le porte e finestre per paura dei serpenti nell'erba alta e così ha lasciato tutto chiuso per settimane!!! non vi dico... in piena stagione delle pioggie!! Vi dico solo che non abbiamo ancora finito adesso di lavare tutti i vestiti, asciugamani e coperte che puzzavano tutti di muffa ed erano inutilizzabili!

2 settimane dopo siamo andati a Bali per festeggiare capodanno, fare un po' di commissioni (ancora!) e comprare un po' di cose per la casa nuova.

-Piccolo intermezzo-
Guardatevi questi due giapponesi che abbiamo beccato a una festa della vigilia:

Lei vestita di tutto punto con vestito tipico (mi chiedo quanto ci abbia messo a piegarselo così dietro la schiena e lui tutto elegane a ballare come i matti in una festa di indonesiani e russi con tanto di orecchie da topo luminescenti lampeggianti abbinate ed in tinta!
E non è finita, dopo un po' una signora russa ubriaca è andata a prendere le orecchie lampeggianti della ragazza giapponese, lei subito ci è rimasta un po' male, poi pacatissima si è allontanata dalla festa e dopo un po' è ritornata con in testa delle orecchie da coniglio di peluches! Aveva le 'orecchie di riserva'!!!! Quello che mi chiedo è se le ha comprate a Bali o se se le è portate in valigia dal Giappone insieme al kimono!!
Vivono veramente in un cartone animato... anzi, in un cartone manga giapponese!

Piccola parentesi - Bali in questo periodo è invasa da gruppi enormi di russi cafoni, maleducati e che non sanno una parola diversa dal russo... mha.

Ora chiudo sia la parentesi che l'intermezzo e poi chiudo anche questo post confuso, promesso!

Comunque adesso siamo di nuovo finalmente a casa, ci stiamo organizzando per spostarci nella casa nuova, dormiremo nella camera degli ospiti perchè la nostra non è ancora pronta e soprattutto è senza mobili e stiamo iniziando a sistemare il giardino.
Nei prossimi giorni prometto foto a go-go!
Bacioni a tutti!

venerdì 25 giugno 2010

Yanti... Che mese da pauraaa!!

Giugno si sta dimostrando duro, duro durooooo...
neanche piu' il tempo di aggiornare il blog! mamma che stufia!


Abbiamo preso una nuova ragazza in ufficio, si chiama Yanti.
E come ogni volta la stessa storia si ripete...

Panico da presenza di stranieri, gia' non capisco nulla ora sono anche in acido perche' una con i capelli gialli mi sta parlando, ho sentito di quelle leggende metropolitane sugli stranieri da far drizzare i capelli e se sbaglio finisce che mi affettano e mi mangiano qui direttamente nell'ufficio, e via dicendo...

Cosi' bisogna starle dietro tutti i giorni dal mattino alla sera, parlarle in continuazione e spiegarle le cose 10.000 volte per far si' che ne capisca almeno la meta', resistere alla tentazione di fracassarle la testa quando non capisce e, alla decima volta che le si ripete una cosa, invece di cercare di capire ti guarda pensando 'ma che diavolo dice questa pazza furiosa di cosi' insensato' mentre le stai dicendo la cosa piu' semplice e normale del mondo. e' davvero stressante.

E' stressante soprattutto perche', se ascoltassi il cuore, per darle una smossa e una svegliata ci sarebbe proprio bisogno di piantarle una bella urlata ogni tanto. Ma il cervello lo impedisce perche' sa che se le urli quella va ancora piu' in panico e per 3 giorni non capisce neanche piu' quando le dici 'buongiorno' la mattina!

lunedì 26 aprile 2010

Uno degli sport nazionali indonesiani...

pare essere il lavaggio macchine...

Ci tengono tantissimo ad avere la macchina pulita e lucidata!
Guardate com'e' organizzato questo autolavaggio di Bali:

Ogni volta che dobbiamo andare piu' in la' del percorso casa-ufficio-casa c'e' qualcuno che si preoccupa di lavarci e lucidarci la macchina, comprese ruote e cerchioni... lamentandosi anche che non li abbiamo avvertiti per tempo e increduli del fatto che per noi averla ricoperta di due dita di polvere non faccia differenza (purche' motore e freni funzionino!)

mercoledì 7 aprile 2010

Crocs tarocco e per di piu' "Italy Design"

Al Carrefour di Denpasar...

chissa' cosa ne penserebbero quelli della Crocs se sapessero che le copie delle loro carissime scarpe vengono vendute addirittura al Carrefour!

Non so se si legge, ma sotto la suola c'e' scritto "Italy Design"!

giovedì 18 febbraio 2010

Trasporto barche...

Il quesito e': il ragazzino tiene su la barca o sta su perche' e' aggrappato alla barca?
Consiglio di cliccare sulla foto per ingrandirla...

giovedì 31 dicembre 2009

Ancora sul Wayang

Ieri, quando ho scritto il post sulla festa da Kris, ho cominciato con Questa volta, ma ora mi sono accorta che non vi avevo mai scritto del Wayang, neanche l'altra volta che Kris l'aveva fatto a casa sua, o di quello che si vede a Bali, leggermente diverso, allora ora vi spiego un po'.

Wayang significa teatro, e gli attori sono delle marionette.

Inizialmente le storie narrate erano quelle legate alla tradizione locale poi, con l'avvento dell'induismo le storie del Wayang venivano usate per far conoscere la nuova religione ai locali e si sono ispirate sempre piu' a poemi epici indiani come il Ramayana e il Mahabarata.

Con l'avvento dell'Islam in Indonesia fu proibita ogni rappresentazione di Dio o dei in forma umana e quindi il Wayang fu bandito.
Il re Raden Patah, javanese re di una citta' a pochi kilometri da qui, ci teneva proprio a vedere il Wayang e cosi' chiese insistentemente il permesso dal leader religioso musulmano. Naturalmente il permesso non poteva essergli concesso, ma in Indonesia si sa', sono sempre stati bravi a trovare delle alternative; cosi' fu concesso al re di assistere al teatro ma senza vedere direttamente la rappresentazione gli Dei bensi' la loro ombra. Ed e' cosi' che naque il Wayang Kulit, il teatro delle ombre.
Esattamente quel tipo di Wayang e' quello che si vede a Bali e in alcune aree di Yodgyakarta:


Il Dalang nel retro del palcoscenico, non visibile agli spettatori (Ubud, Bali, febbraio 2006)
il Dalang, colui che gestisce ed esegue tutta la performance, e' separato dal pubblico da un tessuto bianco sul quale fa sfilare, con l'aiuto di mani e piedi, le marionette che sono illuminate da una luce ad olio, e la loro ombra viene proiettata sul tessuto ed e' cio' che viene visto dagli spettatori.

Wayang Kulit visto dalla parte degli spettatori (Ubud, Bali, febbraio 2006)

A Java invece, il piu' comune o tradizionale che dir si voglia, insomma quello che fanno loro, come nel caso di Kris, e non per i turisti, e' una strana via di mezzo.
La struttura del palco che viene montato per l'occasione e' pressoche' identica: un grande telo bianco dietro il quale ci sono tutte le marionette, il burattinaio o Dalang e l'orchestra; in piu' ci sono anche due cantanti. La differenza e' che la rappresentazione non si guarda da attraverso il telo ma da dietro, cioe' dalla stessa parte del burattinaio, dalla parte che a Bali sarebbe il retro non visibile per capirci.
Non ho capito bene perche' sia cosi' ma trovo che quello di Bali sia piu' suggestivo con la lampada ad olio che crea un caldo sfondo rossastro alle ombre nere dei burattini. Heheheh forse e' per questo che e' piu' diffuso a Bali, li' ci sono migliaia di turisti ed e' piu' bello!

Tornando alla nostra Java, ecco il Dalang:

Lui racconta la storia in sanscrito, l'antica lingua che ora solo gli anziani conoscono, simulando tutte le diverse voci dei tantissimi personaggi della storia
sempre il Dalang muove le marionette che sono fatte di pelle di bufalo finemente cesellate e dipinte
intanto, quando la storia lo richiede, le due cantanti (a destra nella foto sopra) cantano dei pezzi di storia, ma senza mai dare voci ai personaggi perche' quello e' compito esclusivamente riservato al Dalang che e' anche una sorta di sacerdote essendo la storia religiosa.
L'orchestra e' composta per lo piu' da simpatici e imassibili uomini che pare compiano i loro gesti con la stessa abitudine con cui respirano. Ce ne sono alcuni davvero divertenti!

Ecco. Questo e' il Wayang. Inizia verso le 19 e finisce tra le 4 e le 6 del mattino successivo.
Ah, dimenticavo... la musica e' tutta come quella che sentite nei video, e per di piu' il simpatico gruppo di performers e' dotato di casse della bose piu' alte di me che se ci stai 5 minuti seduto vicino... vi lascio immaginare!

giovedì 24 dicembre 2009

Oleh-Oleh, regali e... Buon Natale a tutti!

Come tutte le volte che rientriamo da qualche viaggio, breve o lungo, vicino o lontano, al nostro ritorno tutti ci chiedono gli oleh-oleh.
Praticamente sono i souvenir, qualcosa del posto dove si e' stati.
Vicino agli areoporti e ai terminal dei bus delle grandi citta' ci sono intere vie piene di negozietti che vendono solo oleh oleh. Ma non immaginatevi le stradine di Pisa o Venezia con le bancarelle piene di magliette, cappellini e palle di vetro con la neve dentro, perche' solitamente si tratta di warunghini di stuoie di bambou che cucinano e vendono delle scatole con il piatto tipico della zona. Anche se si tratta sempre, in tutta l'Indonesia, di riso con qualche verdura o carne stracotta piu' o meno allo stesso modo loro, e a volte anche i turisti piu' ben disposti, riescono a cogliere grandi differenze e sapori tipici tra le varie specialita' locali.
Tornando a noi, di rientro dall'Italia, con solo 20Kg di bagaglio a disposizione e senza nessuna intenzione di privarci di un po' di parmigiano o di pecorino (grazie zii!!) o di panettone o di prociutto portato in valigia abbiamo optato per regali piu' piccoli e leggeri. Le prime reazioni sono state particolari:
Con Humar, che ci ha seguito i lavori a casa, tutto bene. Ci aveva espressamente richiesto dei semi di cetriolo che, essendo piccoli e leggeri, gli abbiamo portato. E' stato contento e dice che li ha gia' piantati e sono gia' germogliati. Non ho nessun dubbio, qui cresceranno benissimo: a noi non piacciono, quindi verranno su senza difficolta. arghhhh
Con la Pem e' stato carino perche' le ho portato un orologino di quelli di plastica gommosa colorati. Qui gli orologi sono molto apprezzati. Lei era esaltata; ha fatto due volte il giro da tutti i muratori e dai vicini per farglielo vedere. Peccato che la sua vista vada sempre piu' peggiorando e quindi non so se effettivamente riesca o no a leggere l'ora nonostante i numeri belli grossi.
Le vicine avevano chiesto un gatto. Qualcuno le aveva detto che in Europa i gatti sono molto belli e cosi' lei voleva a tutti i costi un gatto. Non potendola accontentare le ho portato dei profumi. Qui i profumi sono una cosa davvero esclusiva e sono carissimi. Le boccette grandi come le nostre non si trovano quasi da nessuna parte. Hanno solo le boccettine dei campioncini e costano tantissimo. Per fortuna all'ultimo momento ho deciso di mettere nella bustina anche un sacchetto di semi di cetriolo, perche' non ha ancora capito cosa sono i profumi che le ho regalato. Spero che la nipote, che dovrebbe andare da lei in questi giorni glielo spieghi perche' io ci ho provato per piu' di mezz'ora senza riuscirci. Non ne capiva il senso. Una specie di olio che non serve per i massaggi, in effetti non serve a nulla, serve per profumare, bha.
Ora daremo gli altri oleh-oleh / regali di natale a Kris e allo staff, vedremo!

Buon natale a tutti!

mercoledì 5 agosto 2009

Gechi in bottiglia!


Dopo il geco assetato che oltre ad attaccarsi ai muri aveva anche il vizzietto di attaccarsi alla bottiglia, ecco altri due gechi assetati che questa volta sono rimasti intrappolati nella bottiglietta della coca cola!

mercoledì 29 luglio 2009

Quanto si carica un camioncino?

Ma che domande...
un camioncino si carica tutto quello che si riesce a caricare!
Non in base al peso massimo che puo' trasportare, ma proprio tutto quello che fisicamente si riesce a metterci sopra!

Le signore delle banane sono fortissime...
Sono delle specie di cooperative, uno o due uomini che guidano il camion e un gruppetto di 3-6 donne che raccolgono le banane e poi le portano al mercato per venderle.
Ce ne sono un paio al mercato che quando ci vedono ridono come le pazze perche' le venditrici vicine le dicono 'hey guarda gli stranieri, vendi le banane agli stranieri che le pagano carissime!' e loro rispondono 'ahhh... questi stranieri non le comprano... sta' a guardare!' poi si voltano verso di noi e dicono 'hey straniero! Compra un po' delle mie banane, guarda che belle banane, comprane un casco!' e noi le rispondiamo 'nooo grazie! siamo pieni di banane! a casa nostra ci sono banane di tutti i tipi! ne abbiamo molte piu' di te, anzi se vuoi te le possiamo vendere!' e scoppia una risata generale!
Per la gente del luogo siamo dei pazzi... ci facciamo la spesa da soli, ci cuciniamo da soli, viviamo in mezzo alle risaie, tutte cose che loro non farebbero mai se avessero la possibilita' !
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