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lunedì 13 aprile 2009

Selamatan - Atto III

Eccoci giunti alla terza ed ultima puntata! finalmente ho trovato la forza di finire questo post...!apriamo i festeggiamenti!

La prima cosa da fare e' preparare il Sesaji:


Mi ha fatto ridere perche' il mio bel tavolo lungo come vi dicevo ieri era rimasto inutilizzato per la preparazione del cibo... ad un certo punto entra Kris e, con quella sua faccia che fa ogni tanto per cui e' impossibile interpretare cosa sta tentando di dirti, mi fa: Erica, per quale motivo hai fatto portare qui quel tavolo? gli ho detto che pensavo sarebbe servito per preparare, perche' io di solito usavo un tavolo per cucinare e preparare... allora lui tutto contento mi dice: allora non serve! posso usarlo per preparare le offerte!

Il Sesaji e' una serie di offerte che comprendono banane, cocco, coni di riso ed in particolare un Tumpeng robyong (cono di riso decorato come augurio di sicurezza) ed un Tumpeng gundul (cono di riso non decorato), diversi tipi di frutta, cibo freddo, un uovo di gallina, un cocco pelato, dello zucchero di canna, sette tipi di porridge, bevande varie (latte, the, caffe', latte di cocco...), fiori, tempe (un tipo di tofu), zucchero di canna, riso colorato, ikan kutut (tipo pesce gatto), pesci secchi, frittate, dolcetti e un gallo di 5 colori che era stato spennato e cucinato poco prima (cosi ho salvato il capretto...pollo i'm sorry ma come dice Kris e' stato per una buona causa e se avessi potuto scegliere avrei scelto di morire cosi... anche se io ho dei dubbi).

Il tutto e' un'offerta per chiedere protezione al Dio Creatore, ricordare gli antenati cosi' che la loro anima abbia pace e diano la loro benedizione, tener lontano gli spiriti del male e infine come augurio che il rituale si svolga con successo.

Dopo aver preparato il Sesaji e quasi finito di preparare tutte le cibarie e le attrezzature io e Cri con Kris ed alcuni altri siamo andati via.
Questo perche' in teoria il Selamatan andava fatto al momento del trasloco nella nuova casa e noi invece l'abbiamo fatto 3 mesi dopo... Quindi per riparare abbiamo dovuto ricreare l'atmosfera del trasloco. Il giorno prima avevamo fatto le valigie ed eravamo andati a dormire a casa di Kris. Poi, naturalmente, tutta la giornata di sabato siamo stati a casa nostra per preparare prima di andare di nuovo a casa di Kris a prendere le cose per il finto trasloco... comunque, non importa, perche' la cosa e' simbolica. Mi chiedo perche' allora abbiamo dovuto dormire fuori casa... va bhe' lasciamo stare.

Eccoci mentre scendiamo dalla stradina di casa con la moglie di Kris in testa al corteo che porta la lanterna il Grande Puffo vestito di nero dietro di lei, io e Cri ai lati e tutta la gente dietro ad aiutarci nel trasloco... non ridete troppo nel vedermi conciata cosi'!


Prima di entrare in casa ci hanno lavato i piedi, poi la Pem, felicissima di tutta questa celebrazione, ci ha aperto e dato il benvenuto nella nuova casa con tutte le formule di cortesia del caso quindi abbiamo portato al centro della casa tutti gli ammennicoli simbolici:



ecco Kris che li sistema e che abbassa la luce della lanterna che dovra' restare accesa tutta la notte:



Vi elenco gli ammennicoli:
La lampada ad olio


La Lanterna e' la luce, la luce della presenza umana arrivata nella nuova casa... terra' lontani gli spiriti cattivi e mostrera' a quelli buoni dove portare tranquillita' e pace (speriamo che gli spiriti riusciranno a far tacere il geco tocai che passa la notte sulla nostra testa a urlare, cosi' si' che si avrebbe un po' di pace!)


Il cibo:



La cosa fondamentale per la sopravvivenza nella nuova casa e' il cibo. Quindi ecco le cose basilari che sono state portate in casa:
Innanzi tutto il riso, che e' la base della cucina indonesiana come per noi lo e' la farina. Il riso ha grande importanza e questo lo dimostra anche il fatto che a seconda del suo 'stato' ha nomi diversi (al contrario di quasi tutte le altre cose per cui con una parola si chiamano molte cose diverse). In questo caso e' il Brass, ovvero il riso crudo ma pronto da cucinare.
Alla sua destra l'acqua potabile, anch'essa necessaria per la sopravvivenza in particolare quella nel vaso di coccio in questione si chiama banyu suci perwitosari (banyu: acqua, suci: santa, perwitosari: essenza della vita).
Poi c'era un contenitore di rattan (che quando ho fatto la foto avevo gia' tolto, scusate..) con aglio, scalogno, radici, foglie medicinali, peperoncino, che rappresentano le basi della cucina che servono nella vita.
Sotto, il mini casco di banane perche' come l'albero di banana puo' crescere bene ovunque anche noi potremo stare bene ed essere felici in ogni posto e, quindi, nella nuova casa.
Ed infine il kit del Suruh Ayu da Suruh = foglie di betel (con tutto il necessario per masticarle) e Ayu = bello. Come augurio di tranquilla permanenza. Il betel infatti e' una pianta della medicina tradizionale che dicono aver effetto su un'infinita' di malattie dalla sifilide alla bronchite e dalle allergie alla diarrea, al mal di denti, al male agli occhi...

Il riposo:



Riposare, per gli indonesiani, e' estremamente importante. Non cercate di fargli fare qualcosa durante l'istirahat (la pausa pranzo) perche' sara' tempo buttato. Non cercate di fargli iniziare qualcosa verso le 17, quando sta per tramontare, perche' anche se l'avessero gia' iniziata non la finirebbero, quindi figuriamoci incominciarla!
Quindi in questo gruppetto abbiamo: il cuscino, la stuoia (ovvero il letto/materasso), il contenitore con l'acqua usata per lavarci i piedi prima di entrare e lo slendang, un pezzo di tessuto che si usa legato a tracolla per spostare tutto quello che puo' servire spostare... in questo caso e' stato usato per portare i cuscini, uno dei modi in cui viene piu' utilizzato e' per portare in braccio i bambini piccoli; fa impressione vedere queste mamme mingherline che prendono in braccio i figli con una testa spropositatamente grande (molto piu' sproporzionati dei bimbi europei) poi con un gesto fanno passare il drappo sulla loro spalla e sotto il sedere del bambino e poi gli danno una sorta di arrotolata... non e' legato, e' solo arrotolato un capo con l'altro... ogni volta che glielo vedo fare mi viene un colpo e mi vedo gia' il bimbo con il suo testone sfracellato a terra!

Andiamo avanti, la pulizia:


bhe; la pulizia e' un'utopia... l'avete visto anche nel precedente post... ora che vedete la scopetta e il raccogli scopa e' chiaro il perche'!

L'"agricoltura"Abbiamo una palma che sta nascendo, una noce di cocco da cui crescera' un nuovo albero, un mazzetto di Pari, ovvero il riso appena raccolto, non seccato ne' pulito, che puo' essere piantato per dar vita ad una nuova risaia che sosterra' gli abitanti della nuova casa. E poi, in ultimo ma non ultimo, il falcetto! il falcetto e' fondamentale perche', diciamocelo, alla fine qui grandi agricoltori non sono mai stati (altrimenti ci sarebbe una zappa al posto del falcetto!) ma hanno sempre vissuto gratuitamente e senza fatica dei frutti della fertilissima terra vulcanica gironzolando e raccoglieno banane, papaye, manghi, frutti dell'albero del pane, durian, cocchi... e mille altri frutti che la terra offre senza necessita' di sforzo alcuno!

Questo mi ha fatto pensare, stavo immaginando quali sarebbero stati i simboli se questo 'rituale' si fosse svolto in Italia... bhe' credo che ci sarebbero stati i simboli della tradizione, quelli presenti anche in tante rappresentazioni artistiche e di arte rurale. Che so, la farina e il grano di sicuro al posto del brass e del pari, il vino, o almeno il grappolo d'uva al posto o a fianco dell'acqua, la zappa sicuramente al posto del falcetto, poi non so magari l'aratro visto che un minimo di 'macchinari' abbiamo sempre tentato di usarli mentre qui li rifuggono...

Ed infine i fiori per gli spiriti

due bouquet con decorazioni in foglia di palma, fiori e foglie varie infilate in un pezzo di tronco di banana che essendo molto poroso all'interno ha un po' la funzione di quei blocchetti grigi che si usano da noi per le composizioni... la funzione e' quella di compiacere gli spiriti buoni e scacciare quelli cattivi.

Tutto questo ambaradan di roba è dovuto restare sul pavimento fino al giorno dopo. I vasi di coccio erano di argilla non cotta, quindi hanno traspirato fuori praticamente tutta l'acqua che avevano all'interno ma questo e' nulla rapportato a cio' che e' successo al giardino!

Dopo questo rituale infatti e' iniziata la 'festa' vera e propria che si e' svolta in due fasi.

La prima parte si e' svolta cosi:
gli invitati, quei 200 nomi della lista, sono arrivati 10 minuti dopo l'orario indicato nell'invito che recitava le ore 18, tutti in fila indiana (del resto siamo nelle indie orientali!) ad aspettarli si sono messi Budi, il guardiano della nostra fabbrica che vive li' vicino, un altro che sinceramente non so chi fosse, Kris, Cri e, dopo un po' si e' aggiunto anche Humar. Quindi ognuno di loro ha dovuto stringere la mano a tutti i 200 che sono entrati, e tutti i 200 a loro... Che poi in realta' qui la mano non si stringe, si da' la mano morta, tutta molle e ce la si tocca appena e poi si porta la mano al cuore come fanno anche in altri paesi islamici. Questa oltre tutto e' una cosa che ti fa prendere una bruttissima abitudine... ricordo una volta che siamo andati a trovare un amico belga e ci siamo dati la mano morta all'indonesiana, poi a un tratto, contemporaneamente, abbiamo detto ma che diavolo stiamo facendo? salutiamoci come si deve che ci stiamo bruciando il cervello a stare qui! bhe' almeno non sono l'unica ho pensato... Altra cosa nei saluti che mette in crisi e' che quando ci si saluta con due baci (solo tra occidentali naturalmente loro non si baciano nemmeno tra di loro! le poche volte che si salutano cosi' anziche' baciarsi tirano su col naso!!) si tiene la sinistra come in macchina quindi quando passiamo da un paese all'altro risultiamo sempre impacciati in questa cosa.... eheheh mi sto perdendo per non parlarvi della festa... lo so... sara' inconscia come scelta?
Dunque, ecco la foto del saluto all'ingresso:

Io naturalmente, essendo donna, non potevo andare a salutare. Va bhe, ok, a dirla tutta essendo straniera sarei anche potuta andare, pero' non e' che mi esaltasse strusciare la mano morta di 200 uomini risultando oltre tutto poco rispettosa delle usanze locali!! ;)
Eh si', solo uomini! le donne mica sono invitate cosa credete? sono invitate a venire a preparare e faticare il giorno prima ed il giorno stesso ma poi alla festa partecipano solo dalla cucina!

Eccole qui le donne preparatrici rimaste:

nella fila davanti, partendo da sinistra, la Pem, che in realta' si chiama Sutimah, alla sua sinistra, vestita di arancione, la mamma di Kris, sulla poltrona l'anziana signora che ci ha venduto il terreno, dicono che abbia piu' di 80 anni , considerando che qui l'eta' media e' di 63 e' un bel record!
Nella fila dietro, sempre da sinistra, la moglie di Harun che e' anche la sorella di Kris, poi la moglie di Kris, la signora con il velo arancio non so chi fosse... poi piu' a sinistra la moglie di Putut, fratello di Kris, io, e sulla destra in abito bianco la moglie di Humar.
Praticamente, che dire, meno male che Kris ha una famiglia numerosa e che molti dei suoi parenti lavorano per noi! altrimenti saremmo state in 3 a preparare!

Io naturalmente, mi son fatta riconoscere come mio solito, ho stupito tutti perche' a meta' pomeriggio, quando faceva un caldo micidiale, ho portato due ventilatori nella cucina per evitare svenimenti alle donne invece di darli ai pochi invitati che erano venuti per un'assaggino di prova! poi durante la festa ho addirittura avuto il coraggio di portare delle bibite in cucina... una decina delle tante bottigliette di coca cola e sprite prese per gli invitati maschi date alle donne... devo essere matta! loro pero' erano contente.

Tralasciando il maschilismo dell'islam che credo conosciamo tutti benissimo, una volta entrati gli ospiti si sono seduti ai tavoli preparati con bottigliette di coca-cola, sprite e fanta alla fragola (una schifezza ma qua piace da matti), un bicchiere pieno di sigarette sfuse su ogni tavolo, ed un pacchettino di cibo take-away su ogni sedia.
L'imam era molto felice della festa e' ha detto a Kris Ah! addirittura 2 RT! e lui tutto tronfio Si', 2 RT abbiamo invitato (e questo era solo l'inizio...)
Poi l'imam locale in camicia di seta gialla ha preso il microfono ed iniziato la preghiera. Purtroppo il video non si sente bene, ma l'idea delle facce dei fedeli si puo' cogliere abbastanza bene,



ora non ditemi che non stanno solo aspettando che finisca la preghiera per andaresene a casa con il loro pacchettino-premio!
Ed infatti, nell'istante esatto in cui la preghiera e' finita ogniuno dei 200 invitati ha preso una sigaretta dal tavolo, una nube di fumo si e' alzata al cielo cosi' fitta che pareva un cerimoniale bruciar d'incensi, subito seguito dagli invitati che si sono alzati e tra altre 1.000 strette di mano (non e' un numero a caso, sono 5 salutatori x 200 invitati, sono proprio 1.000 di numero!) se ne sono andati a casa con il loro pacchettino rosa!



Tempo di liberare la scena e sono arrivate a mano a mano altre persone, piu' di 300 alla fine, quindi uno sproposito, alla faccia della vecchia vicina! si capiva gia' che sarebbe passata alla storia questa festa fatta dai Londo'! poi l'orchestra ha cominciato a suonare ed e' andata avanti per ore...



Le due ballerine erano veramente due 'donne oneste' per la serie a casa mi metto il velo ma poi quando esco son piu' mign... delle mign..tte! Si sono cambiate in camera nostra e a Cri quando l'ha saputo e' venuta in mente la scena di Bad Boys quando Willie Smith dice You let a hooker in my apartment?? You let a hooker in my apartment? with a dog? .... eheheh io ero gia' dietro la finestra a controllarle!

Poi dopo 5 ore di dangdut, bibite alcoliche locali che, dicono, se ti ubriachi per 3 gioni di fila il quarto giono non ti alzi piu' dal letto perche' sei stecchito, cibo indonesiano e italiano, si e' altazata la tensione.

I giovanotti locali, gagnetti tra i 12 e i 23/24 anni, che gia' giorni fa avevano fermato non molto amichevolmente Kris per strada per dirgli che se non ci fosse stato da bere la festa non gli sarebbe piaciuta, hanno iniziato a chiedere ancora alcolici. Saggiamente Kris ha risposto di no, intanto perche' erano gia' ubriachi da far paura e soprattutto perche' altrimenti avrebbero continuato a chiedere e chiedere...

La situazione si e' intesita anche perche', questo lo abbiamo scoperto giorni dopo, i giovincelli hanno anche chiesto un vitalizio mensile per comprare alcolici, che Kris gli ha negato, dicendogli che potevamo sponsorizzare qualcuno di loro se avesse partecipato a delle attivita' sportive o cose del genere, un po' piu' serie del bere insomma! ma dargli dei soldi per ubriacarsi no. Poi pare che qualcuno di loro, non ho capito se in questo contesto o parlando di altro, gli abbia fatto un gesto protendendo il braccio sinistro e passandoci sopra con l'indice destro che qui equivale a dire ti ammazzo. Quindi non so cosa succedera' ma la cosa di sicuro non finirà qui... Kris il giorno dopo infatti era gia' partito per andarli a cercare e per chiedergli, una volta passata la sbronza, quali erano le loro intenzioni... ma ad oggi non li ha ancora trovati.
Fatto sta che alla festa era pieno zeppo di militari e poliziotti perche' avendone invitato qualcuno la voce si era sparsa e nessuno voleva perdersi una festa cosi' data da degli stranieri, quindi si erano passati la voce ed erano arrivati addirittura con i pulmini! I ragazzini erano si' sbronzi, ma non cosi' tanto da venire a piantar grane con noi o con Kris che eravamo seduti in mezzo a gente che poteva metterli tutti in galera e buttare via la chiave!
Solo un episodio e' successo, ed e' stato davvero divertente... Dopo aver negato ulteriore distribuzione di alcolici i ragazzini si erano raggruppati a confabulare in veri punti meno in vista. Dopo un po' abbiamo visto Adi, uno dei militari nostri amici, che e' partito con passo deciso e, barcollando un po' perche' anche lui non era proprio fresco come una rosa, e' andato dietro l'orchestra. Dopo un attimo e' tornato indietro trascinando per il colletto (nel vero senso della parola) uno dei 'capi' della banda di teppistelli e l'ha fatto sedere in mezzo a una ventina di suoi colleghi e gli ha detto: "Vuoi bere? allora va bene, beviamo! ma beviamo sul serio!" gli ha fatto bere 3 bicchieri colmi di cosa non lo so ma sicuramente era molto forte perche' gli altri ne bevevano due dita per volta e molto lentamente... il capetto se n'e' poi tornato tra i suoi amici dondalando lentamente sulle molli gambe...
E tutto si e' quietato per un'oretta.

L'orchestra del Dangdut che aveva programmato la fine della performance per mezzanotte circa, probabilmente conoscendo i suoi polli, verso le 23 ha iniziato a dire che lo spettacolo era finito. In questo modo, alle lamentele dei ragazzi, suonavano un'altra canzone, poi salutavano, loro si lamentavano di nuovo, e loro suonavano ancora...e cosi' avanti per un'ora...

Credere sia finita qui?
Ma noo!! Naturalmente, non poteva mancare la rissa!!
Verso mezzanotte e un quarto, quando ancora l'orchestra stava suonando perche' si erano accorti della tensione crescente, i ragazzi sono spuntati fuori da tutte le parti e si sono riuniti davanti al palco dove due di loro, non si e' capito perche', hanno iniziato a spintonarsi. E' volato anche qualche cazzotto e qualche manciata di fango lanciata in faccia... ma chiamarla rissa non si puo', in effetti e' durata non piu' di 2 o 3 minuti. Noi eravamo in cucina e abbiamo solo visto tutti quelli in divisa militare o della polizia, che erano seduti tra la casa dove eravamo noi e lo spiazzo di fronte al palco dove c'erano i ragazzini... da li' abbiamo capito che stavano facendo a mazzate!
Ma, naturalmente, non hanno fatto in tempo neppure ad avvicinarsi ai ragazzi che loro si sono tutti immediatamente trascinati fuori per tornarsene a casa!

Bhe' devo dire che questa cosa ha avuto parecchi lati positivi!
Intanto hanno smesso di distruggere giardino e cose come stavano facendo, poi se ne sono andati tutti via, perche' anche l'orchestra ha smesso di suonare ed anche gli altri invitati che erano rimasti sono rincasati, quindi abbiamo evitato di dover stare li' a chiacchierare fino all'alba come spesso si usa fare in queste feste (e questo e' stato un bel vantaggio!) e poi, lo staff della fabbrica era felicissimo, perche' svestitissime cantanti del dangdut hanno mangiato al loro tavolo!


Non ho fatto foto di quello che e' rimasto dopo la festa perche' mi metteva troppa tristezza... l'erba non c'e' piu', e' rimasta una fanghiglia mischiata a cartacce, bicchieri di plastica buttati tutti a terra, resti di cibo, scarti di tutti i gamberoni mangiati che venivano puliti buttanto la pelle a terra, riso e verdure raggruppate a mucchietti in ogni angolo, aiuole e fiori distrutti... si sono anche tagliati delle piante per portarsele via! Basta, non ci voglio neanche pensare, il ciclone e' passato ed ora il cancello puo' restare chiuso...
Vi lascio con questa foto dei bimbi distrutti al termine della giornata!

giovedì 9 aprile 2009

Selamatan - Atto I

Dobbiamo fare il Selamatan.

Sono gia' 3 mesi che viviamo nella nuova casa e ne avevamo fatto solo un 'in piccolo' che non aveva soddisfatto a pieno i criteri dell'educazione e del quieto vivere locali. A questo si era aggiunto che, ogni piccolo problema che succedeva sia nel lavoro che nel privato, veniva attribuito al mancato Selamatan e al fatto che gli spiriti erano arrabbiati. Insomma, non trovavamo piu' scuse! quindi, ora, si prepara il Salamatan.

La prima cosa da fare e', naturalmente, chiedere il permesso agli spiriti.

Quindi Kris un pomeriggio e' partito con tutti i suoi incensi, incensini e fiorellini ed e' andato a casa nostra a parlare con gli spiriti. Loro gli hanno detto che erano arrabbiati perche' non eravamo stati rispettosi, ci trovavamo tanto bene li' e non gli abbiamo neanche chiesto il permesso di starci! Gli hanno anche detto che se facevamo un bel Selamatan allora si sarebbero tranquillizzati e i nostri problemi sarebbero diminuiti (in realta' hanno detto finiti pero' ...)

Tornando a casa abbiamo trovato i doni lasciati agli spiriti da Kris ai quattro angoli del terreno:





Il secondo passo e' stato quello di decidere la data. Innanzitutto bisogna andare dal Grande Puffo della montagna, come lo chiamiamo noi amichevolmente... E' un vecchietto, ooops scusate, santone, che sta in una grotta artificiale sulla montagna e che consulta gli spiriti degli antenati e i calendari javanesi per trovare le date propizie.

Dopo aver ricevuto l'elenco delle date propizie Kris ci ha interrogato sulle date propizie secondo la nostra religione (?) e trovando Pasqua in concomitanza con una delle date propizie fornite da grande puffo si e' deciso per il week end del 12.

Il 12 pero' non andava bene perche' tra la pasqua cristiana e le date propizie javanesi, giustamente, c'e' anche l'islam. E per l'islam la sera di un giorno, fa parte del giorno dopo. Quindi, la domenica sera, in realta', e' lunedi' (questa cosa e' comodissima soprattutto per darsi appuntamento....). Quindi, domenica sera per l'islam era in realta' lunedi' e lunedi' era, per il calendario javanese, una data non propizia. Quindi ciccia.

La scelta era tra venerdi' sera o sabato sera.

Per la decisione ci siamo consultati con il capo-quartiere per chiedere quando sarebbe stato meglio considerando il loro impegni precedenti. Si' perche' qui i quartieri hanno un'agenda davvero fitta di eventi, feste, matrimoni anche se, come nel nostro caso, sono composti da un centinaio di persone in casette sparse in mezzo alle risaie... e infatti venerdi' non si poteva perche' c'erano gia' altre due feste e la gente (poverina) mica poteva dividersi tra tre feste! Sabato invece ce n'era solo una e allora potevamo fare noi la seconda. Quindi dopo mille peripezie anche il secondo punto 'decisione della data' e' fatto. Data fissata per 'Sabato notte Domenica' ovvero sabato sera.

Terzo punto: preparazione e distribuzione degli inviti.
questo non e' stato poi cosi' faticoso... e' stata preparata la lista degli invitati, abbiamo preso l'invito di una festa fatta tempo fa da qualcun'altro e Arista ha appiccicato sopra dei foglietti stampati dove c'era da cambiare qualcosa (data, ora, e nomi), poi il foglietto e' stato fotocopiato e distribuito, eccolo:

Quarto punto: acquisto delle cibaglie.
Sono andata ieri con la moglie e la sorella di Kris. Per prima cosa siamo andati dalla mamma di Kris, che ha un ristorante quindi ha piu' o meno idea delle quantita' che servono per far da mangiare per duecento persone. Duecento??!! Si', duecento. Questo e' il numero quasi definitivo degli invitati. Sono tanti, e soprattutto sono tanti considerando dove siamo (casette sparse in mezzo alle risaie ecc...). E' raro che si facciano in quella zona feste cosi', per questo motivo un paio di giorni fa quando, dopo aver detto alla vicina quanti erano gli invitati, ci sono rimasta un po' male quando lei mi ha detto 'si va bhe' e' solo poi un'RT (quartiere) mica e' poi chissa' che cosa...' Poi la stessa identica scena si e' ripetuta tra Kris e la stessa vicina il giorno dopo; ho visto la furia nei suoi occhi, lui ha con le parole ha risposto quieto 'si' un RT' ma i suoi occhi avevano incenerito la vecchia vicina! Bhe' almeno mi conforta che ci sia anche un'indonesiano che la pensa come noi!
Anche per la decisione delle cibaglie, cosi' come prima era successo per la lista degli invitati, si e' ripetuto qualcosa di simile. Kris ha indagato su che cosa era uso mettere nello Sra Srahan, il pacchettino di cibo da dare agli invitati... Ci vanno 3 dolcetti, ha detto la segretaria che vive nel quartiere a fianco a noi, una banana fritta, un frutto e un dolcetto. Quella volta Kris non si era trattenuto e gliel'ha proprio detto, 'pero'! vi trattate bene voi in mezzo alle risaie... tre dolcetti addirittura!'. Notare che a noi ne hanno gia' portati un paio di pacchetti delle feste fatte li' vicino e di dolcetto ce n'era uno solo. Comunque va bene. Metteremo tre dolcetti.
Tornando a noi, e all'aquisto delle cibaglie, dopo aver ascoltato i consigli della mamma di Kris siamo partite e siamo andate al mercato.
Prima sosta il negozio di atrezzi per il Take-Away.

Tutto quello di cui avete bisogno per confezionare gli sra srahan, scatoline di cartone da riempire, carta marroncina tipo quella per friggere per adagiarci il riso, vassoietti di plastica sagomati per adagiarci le pietanze e relative salsine, piattino di carta per i tre dolcetti.
Tutti stupiti che io fotografassi il negozietto. Bhe', gli ho detto, e' perche' in Italia non abbiamo negozi cosi'... di solito quando si invita la gente alle feste gli invitati mangiano e poi se ne vanno dopo aver mangiato. Erano un po' stupiti, poi ci hanno pensato su, si sono consultati, e hanno detto che in effetti era piu' furbo. Ma daai?!! E io che ero quasi errivata alla conclusione che i romani fossero dei matti a fare i banchetti con i giullari le dame e tutto quando potevano cavarsela con un pacchetto a portar via!
Oggi ci stavo ripensando, ma questa usanza di portarsi via il pacchettino mi sa di premio, mi sa di contentino dato alla gente perche' venga alla festa... Ad esempio, le feste di compleanno dei bambini sono bruttissime... i padroni di casa stanno nell'ingresso, ricevono gli invitati che portano il loro regalino e poi si siedono nell'ingresso di casa per terra, bimbi da un lato e adulti dall'altro. Quando tutti gli invitati sono arrivati i genitori si mettono vicino all'uscita e consegnano i pacchettini di cibo algi invitati che se ne vanno. Niente giochi, niente parole, niente di niente. Ditemi quello che volete ma a me sa di biscottino che si da' al cane quando gli si insegna che alla parola seduto lui deve sedersi.... Comunque, l'usanza e' questa e va rispettata.

Torniamo alle compere. Il banco del mercato successivo e' stato quello della verdura. Scusate ma non ho una foto di questo banco perche' siccome ci vado tutte le settimane a comprare non ho pensato che fosse una cosa da fotografare... forse pero' lo era... Abbiamo comprato praticamente tuto quello che io non compro mai, e delle poche cose che compro anch'io ne abbiamo comprato quantita' inverosimili tipo 5Kg di aglio e 5 di scalogno ma solo 1Kg di cipolle... insomma tutto al contrario!

Poi siamo andati a prendere l'olio. Quando la mamma di Kris mi haveva dato gli sporchissimi bidoni di plastica in prestito (poverina, lei e' gentilissima, pero' i bidoncini erano davvero sporchi!) mi stavo gia' chiedendo se avrei mangiato anche io cio' che avremmo cucinato...
Quando ho visto da dove arrivava l'olio i miei dubbi sono aumentati:

il bidone blu e' pieno di olio (gia' usato) e l'omino girando la manovella pompa l'olio nei bidoni. Mi chiedo quante tonnellate di roba abbia fritto quell'olio prima di finire nel bidone... forse e' meglio non saperlo!

I bimbi li vicino intanto si divertivano a guardare la mia faccia preoccupata cosi' come mi divertivo io a ripensare che Pem mi aveva chiesto di comprare una spugna nuova per la cucina perche' l'altra era vecchia a avrei fatto la figura della 'zozzona'...

Passiamo al banco degli stuzzichini:

anche di questo io ingnoravo l'esistenza all'interno del mercato. Sacchetti e sacchettini di ogni tipo di cosa che si possa friggere tranne patate e poc corn. Ci sono patatine di pesce, di gamberetti, di patate dolci, di banane, e di un sacco di altra roba che non so cosa sia e preferisco non saperlo... Pero' quelli di banana non sono malvagi...

Altro negozietto, altra storia: coltelli e coltellini, atrezzi per tritare il cocco e recipiente tipo grolla che vedete sulla sinistra in coccio con il beccuccio che servira' a lavarci i piedi prima di entrare in casa e poi verra' rotto per dare inizio ai festeggiamenti. Presi e portati via.

Ultima tappa, ammenicoli per la grande finta:
recipiente in cui porteremo simbolicamente il riso come cibo nella casa 'nuova', stuoino in vimini che rappresenta il letto che ci portiamo nel trasloco, scopetta con cui dovro' scopettare la strada man mano che ci avviciniamo a casa (per non essere zozzoni!), e altri recipienti vari per non so bene che cosa...

Giunti alla fine della giornata abbiamo scaricato la macchina e sistemato tutto su uno scaffale: manca ancora tantissima roba... e questo e' solo il primo giorno effettivo di preparativi.

martedì 24 febbraio 2009

Aiutati che il ciel ti aiuta!

Questo detto in Indonesia non esiste. E si vede!! Ecco cosa hanno combinato oggi in ufficio:
hanno preso una stuoia e ci hanno ben disposto sopra dei piatti contenetni riso (al centro nel vassoio di foglie di banano a forma piramidale), pollo, banane, arachidi, spaghettini di soia, tempe', uova, riso dolce e coloratissimo in piccoli piattini, nuvole di drago, noci di cocco, caffe', teh, sigarette...
poi hanno acceso dell'incenso e, tra i nostri timori che andasse tutto a fuoco, si sono messi in cerchio senza scarpe e a capo chino a recitare delle preghiere in sanscrito come vuole la tradizione (e la religione) javanese.
Notare che sulla carta d'identita' hanno quasi tutti scritto di essere musulmani! Ma del resto uno dei capisaldi dell'Indonesia e' proprio quello che bisogna avere un Dio (non importa quale ma deve essere uno solo) e la religione javanese crede negli antenati e quindi non e' riconducibile ad un unico Dio.
A Bali gli Hindu hanno risolto questo problema "governativo" dicendo che il loro tipo di hinduismo riconduceva le tre divinita' maggiori Brahma, Shiva e Visnu' a un unico Dio supremo che ha legami anche con gli dei dell'animismo ed ecco: fatta la legge trovato l'inganno! e cosi' a Bali adorano anche lo spirito degli alberi e della terra, come vuole il loro animismo ancora fortemente presente ma sono Hindu' e adorano un solo Dio che si manifesta in piu' modi... A Java hanno tagliato la testa al toro. La loro religione e' l'Islam, dicono quasi tuti. Ma la religione Javanese e' ancora molto presente e percepibile nelle loro credenze.
E come ogni Selamatan che si rispetti... una volta che si sono serviti gli Dei... quel che resta e' dei fedeli! e cosi' ci siamo fatti tutti insieme una bella mangiata!
Ora, io credo che alla fine queste 'celebrazioni' siano dal nostro punto di vista una bella occasione per stare insieme e creare un po' di spirito di gruppo tra i lavoratori perche' alla fine si e' li' tutti insieme a chiedere aiuto e fortuna, ogniuno al suo Dio e poi ci si divide fraternamente il cibo tra tutti: capi, capireparto, guardiani, segretaria... tutti assieme a chiedere fondamentalmente la stessa cosa.
Pero' poi, a mio parere, bisogna rimboccarsi le maniche e fare in modo di realizzare quello che si e' sperato che avvenga. Ma se questi 'riti' fanno alzano il morale a tutti e fanno venir voglia di lavorare bene, ben vengano!

domenica 17 agosto 2008

Bali, ....in attesa dei vacanzieri!

Rieccoci tornati a Bali... fra le sue mille celebrazioni...
e i suoi profumati doni per gli dei...
abbiamo fatto preparare le collane di fiori per i 4 vacanzieri...
ora siamo pronti e andiamo all'aereoporto a prenderli!

lunedì 12 maggio 2008

Myanmar 3 - periodo monacale e pietre preziose

Ecco qualche altra foto della Shwedagon Pagoda di Yangon...
che, essendo la principale pagoda della capitale (che, in realta' non e' piu' la capitale ma da tutti e' ancora considerata tale, almeno per il momento) e' una delle pagode in cui si fanno piu' cerimonie per il periodo monacale che ogni birmano deve fare nella sua vita.
Questo periodo ha una lunghezza variabile ed e' un grande onore per i familiari del ragazzo o ragazza che diventa monaco, che lo accompagnano portando molti doni al monastero di cui fara' parte.
Nel periodo in questione si deve vivere come i monaci, osservando tutti i precetti (10 per gli uomini e 8 per le donne), abbandonare tutto quello che si possiede perche' un monaco puo' possedere solo 3 oggetti: un ombrello, un paio di occhiali ed una ciotola per le elemosine, raparsi i capelli e digiunare dopo mezzogiorno...

Altra curiosita' sulla Shwedagon Pagoda che vale anche, in misura minore, per le altre pagode e' che sulla cima vengono appesi un'enormita' di oggetti preziosi e una quantita' allucinante di diamanti, pietre e gemme... pensate che sulla Shwedagon Pagoda ci sono piu' di 1.800 carati di diamanti e quello sulla cima, che si vede in questa foto e', da solo, di 76 carati!
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