lunedì 16 agosto 2010

Alle nozze di Arista - III tempo

Allora mettetevi belli comodi con una bibita fresca perche' dopo la prima e la seconda puntata questa terza e ultima puntata sul matrimonio di Arista e' decisamente lunga, lunga, lunga!

La sera prima del matrimonio vero e proprio, nelle case delle famiglie dei due sposi, iniziano ad arrivare amici, parenti e vicini per chiacchierare sui festeggiamenti che si terranno il giorno successivo e ‘tenere compagnia in attesa che cominci la festa’. I padroni di casa si bullano di quanto hanno organizzato le cose in grande, i vicini antipatici e strafottenti cercano di trovarli in fallo su qualche punto dell’organizzazione della festa sottovalutato o elencando le miriadi di cose che si potevano fare ‘di piu’ per fare una festa ancora migliore, solitamente ottenendo il risultato che il malcapitato padrone di casa decida la mattina seguente di effettuare modifiche e spendere ancora piu’ soldi per aumentare la magnificenza della festa, gli amici passano a dare consigli, in questo caso sulla fatidica ‘prima notte’. Quindi alla fine della fiera, fanno una serata di festa di addio al nubilato e celibato rispettivamente ma senza spogliarellisti, donnine eccetera, alla vecchia maniera insomma.
Io non sono andata da Arista, ero stanca, sarei dovuta andare da sola e mi hanno detto che non e’ consigliabile girare di notte da sole in questa zona (hihihihi, quando le strambe dicerie tornano utili diventano sempre piu’ ragionevoli!)

Sono andata il giorno dopo, prima che cominciasse la festa, con il mio sacchettino contenente il vestito da festa, pronta per essere truccata e acconciata come era stato deciso.

La truccatrice parrucchiera con la sua assistente impicciosissima (tutto il mondo e’ paese!) mi ha fatto sdraiare sul letto per truccarmi mentre la compare mi faceva il terzo grado. Dopo aver riso per mezz’ora dell’incompetenza dei truccatori occidentali che, pensa un po’, truccano la gente da seduta, mentre una mi distraeva l’altra… Zacchete! Con un colpo secco e deciso di lametta da rasoio d’antiquariato mi ha fatto saltare le sopracciglia quasi del tutto.
Mentre ringraziavo il cielo che non mi avesse ferito con quel pezzo di ferro arrugginito e stavo per afferrarla alla giugulare per recidergliela come fanno quelli della Coop li’ da voi, lei tira fuori degli adesivi appositamente ritagliati e me li appiccica sulle palpebre. Si, degli adesivi! Hanno gli occhi piccolini e poco spazio e la palpebra gli si ripiega su se’ stessa quando aprono gli occhi non come succede a noi, ma con una piega doppia (non l’avevo mai notato fino a quel momento), quindi per evitare che il trucco si impiastricci tutto applicano questo adesivo sulla palpebra che la rinforza e evita che si ripieghi quando l’occhio si apre. E’ assurdo!
Io pensavo a come l’avrei staccata una volta a casa, a che diavolo di tipo di colla poteva avere quell’adesivo in un posto dove tutti mettono nel cibo sostanze che danno problemi neurologici decisamente gravi (non e’ sarcasmo, giuro, chi vive in Asia sa di cosa parlo), e stavo per chiederle se almeno erano adesivi fatti apposta per quello scopo quando c’e’ stato un attimo di scompiglio. Cercavano tutti una boccetta di colla che era stata imprestata per aggiustare degli adesivi applicati sulla faccia della sposa, e quando e’ stata trovata c’e’ stato il dilemma a riguardo del colore del cappuccio di quella boccetta. Io mi ero distratta per via dell’altra colla, quella sull’adesivo sulla mia palpebra e così non avevo capito bene la questione. Quando un istante dopo ho visto la truccatrice prendere un’altra boccetta di colla, identica se non per il colore del cappuccio, e usarla per incollare l’interno di una ciglia finta, ho capito che il dilemma sul cappuccio invertito della boccetta di colla mi riguardava piu’ di quanto credessi.
Ma tanto e’ inutile ribellarsi, la donna e’ bella corposa e decisa, ha truccato 8 bambine che si dimenavano come matte oltre alla sposa, le sue sorelle, la madre ecc… insomma, quel giorno ne aveva viste troppe per non rispondermi si, si hai ragione e incollarmi con fare deciso la ciglia dalla colla non meglio dichiarata sul mio povero occhio.
Ormai ero rassegnata all’idea di diventare ceca da lì a poco, quindi le ho lasciato finire di impiastricciarmi con la matita le sopracciglia e le labbra senza ulteriori discussioni.

Finito con la faccia ha attaccato con i capelli. Una cotonata così non l’avevano mai vista i miei capelli, davvero. Sembravano quelli di Melanie Griffith nella prima parte di Una donna in carriera! E’ riuscita a fare uno chignon di dimensioni enormi racchiuso in una retina con una manciata di capelli lunghi poco piu’ delle spalle che non avete idea.Poi con i capelli rimanenti ha fatto un’onda laccata che sembrava di plastica (aveva una bombola di lacca di dimensioni improbabili) sul davanti e ha coronato (e’ proprio il caso di dirlo) la sua giornata di lavoro con la posa di una coroncina di bigiotteria tempestata di diamanti.
Ah che soddisfazione era stata per lei truccare e acconciare una bianca e per di più bionda. La sua fierezza era arrivata a dei livelli stratosferici.
Bon, finito? Quindi posso guardarmi allo specchio finalmente? Era ora!

Avete presente una bambola. Uguale. Ciglioni finti che più finti non si può, labbrone ‘sagomate’ a boccuccia di rosa, chignon con onda e coroncina di diamanti, e dulcis in fundo (e qui ho davvero temuto per la mia salute) per fare pandan con la coroncina si e’ tanto gentilmente staccata gli orecchini dai lobi per cedermeli per la serata. No ma guarda, davvero, i miei buchi ormai sono chiusi da anni,… sembra che ci siano ma in realtà non posso mettere gli orecchini… davvero si sono risaldati, praticamente sigillati… Secondo voi e’ servito a qualcosa? No. Infatti.

Tutto ciò e’ successo con amiche e parenti della sposa che entravano per vedermi truccare, signore anziane che da dietro la finestra socchiusa sbirciavano con stupore, e ragazzi e uomini che nella sala antistante alla camera sfruttavano l’andirivieni per intravedere cosa stava succedendo.

Una volta finito tutte le ragazze presenti hanno logicamente voluto la foto di rito con la straniera in abito e acconciatura da festa.
E subito ho capito che in realtà Yanti aveva proprio ragione, non era per paura di un licenziamento in tronco che dipendenti e fornitori non si sarebbero osati a prendermi in giro. Ero proprio bella ed elegante così conciata secondo loro!

Subito dopo e’ stato celebrato il matrimonio.
Arista e’ venuta a cambiarsi d’abito nello stanzino del trucco e, agitatissima, e’ uscita seguita da tutte noi per sedersi a terra su delle stuoie a fianco del futuro marito, di fronte ai due religiosi che hanno celebrato il rito. Noi tutte eravamo dietro di loro, e ai lati del basso tavolino a cui erano seduti c’erano i due padri, della sposa e dello sposo.

Il rito era quello musulmano; in altri matrimoni a cui siamo stati qui abbiamo visto che questa parte si svolgeva tra il futuro marito e il padre della sposa.
La sposa se ne stava seduta da un’altra parte, per conto suo, mentre il padre, il fidanzato e i due religiosi pronunciavano le formule di rito e firmavano i documenti.
Praticamente la sposa non era presente.

Ora apro una piccola parentesi, perché quando ci vuole ci vuole. Io rispetto le usanze degli altri (altrimenti non avrei avuto in faccia quelle due colle sospette quel giorno, e non morirei di caldo a 35 gradi tutti i giorni con pantaloncini sotto il ginocchio e maniche alle magliette, non mangerei o berrei tutte le schifezze disgustose che ti offrono quando vai a trovare qualcuno e che mi fanno stare seduta sul bagno per due giorni, e non mi porterei la mano al cuore dopo aver salutato qualcuno) ma come si fa??? E‘ uno schifo.
Decisamente non mi ritengo una femminista o una paladina delle pari oppurtunita’ dal momento che penso che ci siano lavori non adatti alle donne, che ritengo assurdo che una stia a casa un anno e mezzo in maternità, e mille e mille altre cose che non centrano davvero nulla con questo post sul matrimonio di Arista. Ma questo è troppo.
E lo ripeterò ancora una volta: Ma come si fa??? E’ uno schifo.
Non mi dilungo oltre, tanto e’ uno schifo (!), chiusa parentesi.

Quindi dicevamo, Arista, santa donna, ha voluto essere ben presente a ‘coinvolta’ (per lo meno ai limiti di quanto le fosse possibile) in questa cosa che riguardava la sua intera vita, quindi era seduta al tavolo anche lei.
Tutto il coinvolgimento è stato infinitesimalmente piccolo, ma essenziale, almeno dal mio, e dal suo punto di vista.Così combinati, seduti tutti attorno al tavolo, il padre di Arista ha parlato con lei davanti a tutti e le ha chiesto se lei voleva sposare quell’uomo, che si era presentato a lui chiedendo la mano della figlia, e al quale lui aveva dato il benestare. Tenendo alla felicità della figlia, voleva sapere se anche lei voleva sposarlo, prima di dare il consenso definitivo avanti a testimoni ospiti e religiosi.

Arista ringrazia il padre del privilegio concessole
Dopo il sì di Arista hanno iniziato con tutte le formule di rito, le spiegazioni dei doveri di un buon marito in lingua araba e poi in lingua indonesiana fino alla consegna finale del Buku Nikah, un librettino delle dimensioni di un passaporto che testimonia il fatto che i due sono sposati.

Già perché in Indonesia ci sono delle regole scellerate sui matrimoni e la documentazione relativa.
Ad esempio, al momento del matrimonio i due sposi devono dichiarare la religione a cui appartengono, Ateismo e Agnosticismo non sono accettati come risposta. I due devono essere della stessa religione. Se non sono della stessa religione uno dei due deve convertirsi e fare una dichiarazione scritta di rinunciare (e rinnegare) la sua religione. Al massimo un uomo musulmano può sposare una donna Ebrea o Cristiana dichiarando che sposa una Donna dei Libri, ad indicare che la religione di lei condivide le stesse radici storiche e culturali dell’Islam, ma deve anche dichiarare che i figli verranno cresciti come vuole la tradizione islamica. Se i due si sposano con un rito diverso da quello musulmano devono fare due cerimonie, una nel luogo religioso di appartenenza e una all’Ufficio del Registro Civile. Se invece, come in questo caso, si sposano secondo il rito musulmano, basterà una sola cerimonia fatta dove più gli aggrada e al termine della quale viene consegnato loro questo libretto che funge da certificato di matrimonio sul territorio indonesiano.
Altre due note altrettanto scellerate che centrano meno ma sono comunque in argomento: gli ospedali possono rifiutarsi di far partorire ragazze madri (senza il ‘libretto’) e in effetti lo fanno spesso, e bambini figli di padre ignoto incontrano enormi complicazioni per l’ammissione a scuola.

Tornano a noi, i due sposi avevano dunque il loro bel libretto con cui si sono fatti fotografare in diverse pose. I due religiosi hanno fatto battutine per sciogliere la tensione del tipo, mi raccomando controllate che sul libretto la foto di vostra moglie e marito siano giuste, che non siate stati sposati per errore con qualcun altro a cui tutti, me compresa, hanno riso in segno anche di cortesia.
Ed eccolo lì, il gran simpaticone della battuta subito che prosegue ah! Come sono divertente! Anche la straniera elegante mi capisce e ride.
Mi infastidisce essere al centro dell’attenzione e oltre tutto ritengo davvero maleducato esserlo al matrimonio di un'altra persona.
Ma quello e’ stato il meno, il peggio e’ arrivato dopo quando ci sono state scene come quella dell’altra sorella di Arista che davanti agli invitati e alla sposa dichiarava apertamente che la più bella della festa ero io.
Ma dico! Non si fa! Ma come diavolo è possibile che non sia una cosa orribilmente maleducata dire una cosa del genere davanti alla sposa!! Non li capiro’ mai…

Dopo le foto con i libretti, gli sposi si sono alzati e la sposa ha salutato il marito per la prima volta portando la mano di lui alla sua fronte e chinando la testa,

poi si sono nuovamente seduti e girando in ginocchio per la stanza la sposa ha salutato tutte noi ragazze e parenti del ‘supporting team’ le più ‘onorevoli’ con il salim, le altre con baci sulle guance.
Io e la sorella maggiore di Arista piangevamo come fontane.

Dopo essersi nuovamente cambiati d’abito ai due sposi e’ toccata l’infinita serie di foto con i tipici (in Italia, come in Indonesia) fotografi stressoni a indicare pose e atteggiamenti da assumere e ad urlare Foto con i parenti della sposa! Foto con gli amici dello sposo! E via dicendo…

Poi il marito di Arista e’ tornato a casa sua perché anche lì c’era la festa di matrimonio (mica se ne può fare solo una… non sia mai! Come rinunciare a un’occasione così? Vorrete mica far litigare i due sposi e relative famiglie il giorno stesso delle nozze? No, ci sono 2 sposi, si fanno 2 feste.)

Nel frattempo i due tendoni nel giardino della casa di Arista si erano riempiti di ospiti che, seduti ai tavoli, appena arrivati ricevevano un piatto di riso con carne e verdura per uno spuntino, una bottiglietta di tè freddo a temperatura ambiente, e avevano libero accesso a vari contenitori posti sui tavoli contenenti sigarette, dolcetti e snack vari.
Ora, a queste feste di matrimonio, si possono portare regali di vario tipo. Solitamente alcuni amici della sposa portano cose tipo lenzuola e asciugamani e tutti gli altri soldi o sigarette.
La praticità, unita alla svogliatezza di comprare un regalo, hanno la meglio e quindi quasi tutti portano soldi.

In tutte le feste i padroni di casa tengono un quadernino su cui scrivono il regalo portato da ogni invitato, e per questo se si regala una busta con dei soldi si scrive il nome di chi fa il regalo sulla busta.
Il motivo è semplice. Quando gli organizzatori di questa festa verranno in futuro invitati ad una festa tenuta da uno degli attuali invitati sapranno come regolarsi a riguardo dell’importo del regalo.
In realtà questa tecnica credo abbia delle eccezioni ben precise, perché non credo che se un giorno ci costringessero a fare un’altra festa a casa nostra i nostri dipendenti potrebbero ricambiare i regali, così come dubito che li ricambino a Kris.

Comunque, tonando ai regali di Arista, c’era un banchetto in cui le bambine raccoglievano i regali veri e propri, incartati in carta da regalo ma senza fiocco, e davano in cambio un scatolina contenente una candela di cera a forma di rosa come ricordino/bomboniera della festa.
Chi portava le stecche di sigarette, per lo più amici del padre, li consegnava invece direttamente al papà di Arista all’arrivo.
Le buste di soldi vengono invece consegnate quando si va via dalla festa, cioè dopo aver mangiato il piatto di riso ed essere rimasti un tempo variabile, tanto più lungo quanto e’ maggiore il legame con gli sposi, a guardare lo spettacolo e chiacchierare con gli altri ospiti. Vengono passate di mano in mano mentre si da la mano per salutare, come quando si da’ la mancia al facchino degli alberghi per capirci.
Arista quel giorno ha passeggiato fra i tavoli dalle 7 alle 2 di notte a raccogliere buste. Ne aveva una miriade, ogni 5 minuti doveva rientrare in casa a svuotare le mani piene di piccole bustine arrotolate. La festa se l’e’ ben ripagata e direi proprio che si e’ anche messa da parte un bel gruzzolo!
Tutti, ma proprio tutti, hanno portato buste. Addirittura alcuni che non sono potuti venire di persona alla festa le hanno fatte arrivare tramite altri invitati. Tantissimi nostri dipendenti hanno chiesto anticipazioni sullo stipendio per poter fare il regalo alla festa.

Io, Arista e Yanti
Mentre il padre di Arista raccoglieva stecche di sigarette e lei le buste c’e’ stato uno spettacolo sul palco montato per l’occasione.
Non e’ stato il Dangdut, dal momento che la festa era a casa della sposa e la famiglia abbastanza religiosa. Ma nonostante questo i ragazzi della fabbrica chiedevano a ripetizione che venissero cantate canzoni Dangdut all’uomo e alla donna che invece avrebbero dovuto fare uno spettacolino misto di canzoni e battute divertenti.

A un certo punto della serata le studentesse di ballo di Arista (nel tempo libero insegna una danza tradizionale alle bambine della zona) si sono esibite nella loro danza tutte truccate e acconciate da bamboline e con uno stuolo di bimbi che le guardava dal basso del palco con ammirazione e stupore.


Verso le due di notte la sposa e i pochi rimasti (noi abbiamo ceduto prima) si sono trasferiti a casa del marito.
Piu' che altro e' stata una cosa simbolica, la moglie portata dal marito, perche' in realta' i due dopo un po' sono tornati a casa della sposa, dove vivranno, seguiti dagli ospiti rimasti.

Qui c'e' una sorta di regola, La figlia piu' piccola, in questo caso Arista, eredita la casa dai genitori e quindi il marito si trasferira' a casa della famiglia di lei. In cambio i due giovani sposi si prenderanno cura dei genitori di lei quando saranno anziani.

C'e' anche una cerimonia tradizionale per questa occasione, che ci pentiamo di non aver visto ma si e' tenuta davvero troppo tardi.
A casa della sposa, su uno dei pilastri che sostiene il tetto (storicamente i pilastri di una casa hanno una grande importanza simbolica oltre che strutturale), all'inizio della festa di matrimonio viene appeso un sacchetto. Tutti gli ospiti portano delle monetine e le mettono in questo sacchetto.
Quando i due sposi tornano dalla casa del marito dove la sposa e' stata simbolicamente portata, un anziano del villaggio prende il sacchetto delle monetine, alle quali sono state mischiate noccioline e piccole cibaglie simili, e le lancia per terra, nel piazzale antistante la casa. I bambini raccolgono le monetine e le ragazze raccolgono e mangiano le noccioline che si dice diano giovinezza alla pelle.
Il significato simbolico di condividere con il villaggio la ricchezza della casa che e' stata lasciata in dote, conclude il matrimonio.
Io invece, vi lascio con queste foro di Arista...
La lunga coda di Gelsomini veri oltre a profumare per tutta la serata e' davvero un bel peso da portare in giro per una notte intera!

venerdì 13 agosto 2010

Alle nozze di Arista - II tempo

Scusate il ritardo in questa seconda puntata… Martedì 10 e’ iniziato il Ramadan e così tutte le moschee hanno iniziato emettere canti stonati, urla, stepiti, ululati di sirene, rumori di pentole e cucchiai sbattuti gli uni contro gli altri e chi più ne ha più ne metta… Non scherzo, fanno un casino della malora, ogni tanto arrivo addirittura a sperare che arrivino degli arabi a spiegargli come si prega… l’Islam l’hanno preso più ‘elasticamente’, ma sicuramente anche molto più rumorosamente.

Bando alle ciance, come vi dicevo, la giovane Arista (ha 20 anni), dopo aver pensato per settimane e settimane ai vestiti da indossare alle sue nozze ha dovuto organizzare i festeggiamenti.

La cosa divertente sono le spiegazioni che ti danno loro, ad esempio:
- Arista starà a casa una settimana prima del matrimonio per fare il ... (portate pazienza non ricordo più il nome, prometto di aggiornarlo appena me lo ricordano!)
- Ah si? e cos'e' il ...?
- E' un periodo di 'ritiro' appena prima del matrimonio in cui la sposa deve restare in casa senza poter vedere nessun uomo al di là dei parenti più stretti, del futuro marito, e dei parenti più stretti del futuro marito. Secondo la tradizione dovrebbe durare 3 settimane ma sono poche le ragazze che osservano questa tradizione del tutto; la maggior parte delle spose la prendono, con la classica elasticità religiosa, più alla leggera e ridimensionano quelle 3 settimane di 'ritiro' in un periodo più confacente alle loro esigenze. Nel caso di Arista la settimana sarà una sola.
- Quindi potra' occuparsi con calma di preparare tutti i festeggiamenti con la famiglia.
- Sì, anche, ma più che altro si fa perché così non vedendo uomini le viene voglia di andare a letto con il marito la prima notte di nozze.

Te lo dicono con una semplicità e un candore incredibili! Cioè voglio dire, c’e’ modo e modo di dire le cose, e soprattutto era decisamente sottointeso che il periodo di ritiro avesse quello scopo. Ma loro te lo sottolineano, e senza ammiccare, proprio solo per spiegarti la ragione di questa cosa, tranquillamente fatto davanti a fornitori ed alla futura sposa senza nessun problema per una spiegazione che, e’ in effetti ragionevole e cristallina, ma che da noi farebbe un po’ effetto dare in quel modo davanti all’interessata e ad altra gente.

Come sono diverse le usanze... da noi la festa di addio al nubilato/celibato e qui il 'ritiro fisico/spirituale’!!

Durante quella settimana sono passata a trovare Arista, per salutarla e per prendere accordi su vestito e acconciatura. Ah già, perché mi stavo dimenticando la parte più assurda/divertente di questo sposalizio….Quando nei mesi precedenti Arista ci mostrava le foto di modelli di vestiti, stoffe e acconciature che stava scegliendo, sapendo di farle un piacere, e cogliendo l’occasione di farmi un vestito ‘da festa’, le ho detto che magari potevo comprare anch’io un po’ di stoffa e farmi fare un vestito tradizionale.
Detto, fatto.
Kris e la moglie mi hanno comprato la Stoffa, Arista con la sorella mi hanno portata dalla sarta e prendere misure e spiegare come andava fatto il vestito per “Londo’ saya” (la mia straniera/olandese/caucasica). E di li’ a niente mi aveva convinto a farmi acconciare dalla sua truccatrice parrucchiera.
Quando l’ha proposto l’ha fatto con cosi’ tanto entusiasmo che non potevo tirami in dietro!Praticamente era’ più entusiasta quando mi ha chiesto questo di quando ci aveva detto che il fidanzato l’aveva chiesta in sposa!

Tornando alla mia visita da Arista, sono rimasta scioccata e sconcertata quando sono andata a trovarla.
Non l’avevo mai vista senza velo e senza pantaloni e maniche lunghe. E’ incredibile quanto fosse diversa in pantaloncini e t-shirt, con la frangetta sbarazzina che le cadeva sulla fronte e i capelli legati in una coda di cavallo nera come la pece. Ci sono rimasta davvero male, sembrava di parlare con una sconosciuta. Le ho parlato tutti i giorni per due anni e non riuscivo a mettere assieme due frasi. Non avrei mai detto che la fisionomia di una persona potesse cambiare cosi’ tanto. Incredibile. Chiusa parentesi.

Dunque la festa era già tutta belle che organizzata.
Le sorelle e le zie stavano già preparando cibaglie varie da offrire agli ospiti, gli Sra Srahan erano stati consegnati, il giorno dopo sarebbero arrivati gli addetti a montare i tendoni e posizionare tavoli e sedie al di sotto, a montare il palco per lo spettacolo, e gli inviti erano stati ‘stampati in bella calligrafia’, come avrebbero detto da noi una volta, e recapitati a tutti tranne noi.
Già perché a noi gli inviti non vengono consegnati.
In questo caso, essendo una nostra dipendente, ne’ a noi ne’ a Kris che e’ il suo capo. Sarebbe scortese. Consegnarci un invito sarebbe come dire: se non ti avessi invitato formalmente non saresti stato invitato o gradito e questo non e’ possibile. O meglio, non e’ concepito, sarebbe da veri maleducati.
Ha un ché di logica che in fondo condivido, soprattutto conoscendoli, però continua a farmi sorridere la concezione di cosa e’ cortese e cosa scortese in Indonesia.

Riguardo alla mia acconciatura e trucco non avevo potuto dire di no, come dicevo prima, però ero un po’ turbata dalla cosa. Avevo capito, dai mille discorsi su che tipo di addobbi, fiori e cose varie voleva farmi mettere in testa e in faccia, che sarei stata combinata ben bene tipo bambolina souvenir. E la cosa mi era sembrata un po’ ridicola.
Qui ti prendono in giro senza esclusione di colpi se sbagli l’accento di una parola, e infatti nessuno parla inglese anche se l’ha studiato per paura che tu lo sfotta, quindi mi ero detta, figuriamoci quando mi vedranno addobbata in quella maniera! Più che per vergogna era proprio il fatto che mi sembrava una stronzata, per dirla chiaramente.
Ma mi ero messa da sola in quel pasticcio, e Arista era troppo eccitata dalla cosa, che non mi sono mai spinta oltre un Però che sia una cosa semplice, non farmi fare una cosa troppo elaborata… e non sapevo come cavarmi d’impiccio.
Oltre tutto era stato deciso di farlo ‘segretamente’, come sorpresa per tutti, e così non si potevano neanche avere reazioni, battute o commenti anticipati.
Quando sono andata con Yanti, l’altra segretaria, a cercare il regalo per Arista, e le ho illustrato bene il mio punto di vista, lei mi ha assicurato che invece nessuno avrebbe osato ridere di me. Ma ancora non avevo capito se sarebbe stato per timore di un licenziamento in tronco o se era detto seriamente!

Come mi hanno conciato?
Ve lo racconto alla prossima puntata!

giovedì 5 agosto 2010

Alle nozze di Arista - I tempo

L'altro giorno volevo scrivere delle nozze di Arista.
Volevo fare tutta una spiegazione puntuale di quello che e' successo da cio' che ha causato la proposta alla fine della festa...
Poi ho pensato che sarebbe stato troppo lungo! allora alla fine ho decisamente scritto troppo poco! come giustamente mi ha fatto notare NonnaPapera...
Ora cerco di rimediare allora!

Questa storia del matrimonio inizia in realta' con un licenziamento. Ad Aprile abbiamo licenziato un ragazzo che lavorava poco e male e faceva lavorare male anche altri per via della sua fama di usare qualcosa di assimilabile alla magia nera. Quando e' stato licenziato e Arista gli ha pagato l'ultimo stipendio e la liquidazione lui le ha 'augurato' di non restare zitella.
Se volete vederla come la vedono qui le ha fatto un malocchio terribile e preoccupante ma per fortuna la magia non si e' avverata.
Se invece volete vederla alla fredda maniera occidentale dove le cose si muovono piu' come sequenze di cause ed effetti.... bhe'...: lei e' andata a casa preoccupatissima a lamentarsi dell'accaduto con amici, parenti, e... con il suo ragazzo. Poi si sa'... una cosa tira l'altra... e lui sentendola lamentarsi di restare zitella...
Bhe' in ogni caso bisogna ammettere che il ragazzo licenziato, seppur indirettamente, ha ottenuto il suo scopo, cioe' quello di far girare le scatole a noi!!

Gia' la proposta in se' e' una cosa strana:
I due ragazzi avevano gia' parlato tra loro del matrimonio ma con leggerezza e senza nulla di preciso o definito. Senza 'la proposta' per capirci.
Una mattina (scelta perche' propizia, naturlamente) lui con i genitori si e' presentato a casa di lei con tanto di anello a farle la proposta vera e' propria. Lei ha acconsentito e poi e' venuta in ufficio lasciando l'anello, il ragazzo, i genitori del ragazzo e i suoi genitori a casa ad organizzare e definire tempi e modalita'.
E questa freddezza con cui ve lo racconto non e' nulla confronto a quella con cui lei l'aveva raccontato a noi!
Non che non fosse contenta, o che non fosse sorpresa, anzi. Solo che l'ha presa cosi', un po' con freddezza, un po' con filosofia e con un po' di sollievo che la profezia/iettatura non si fosse avverata.Trovo che siano un po' tutti senza passione e con le emozioni smorzate al minimo, l'abbiamo gia' notato anche in altri casi, poi magari e' solo un'impressione ma...

Il giorno delle nozze e' stato scelto dal 'grande puffo' e sicuramente era localmente riconosciuto come un giorno propizio perche' ci sono state decine di matrimoni celebrati nello scorso week end qui nella zona!
A un mesetto di distanza dalla proposta, la data era fissata e Arista ha iniziato a pensare ai preparativi, ai vestiti, agli inviti...

Arista e' una ragazza religiosissima, almeno per la media di qui, e' l'unica tra quelli che lavorano per noi, oltre alla Pem che lavora a casa nostra, che prega davvero 5 volte al giorno. Bhe' sempre con un po' dell'elasticita' tipica indonesiana con cui prendono l'islam qui, naturalmente!
Gia' il suo nome fa un po' sorridere, visto che lei stessa dice che preferirebbe toccare un topo che non un maiale. Ma la cosa che mi fa davvero morire e' il fatto che, nonostante sia l'unica in tutta la fabbrica a portare il velo, e' la piu sexy e alla moda di tutte!
E gracilina e piccolina e si e' sempre spesa quasi tutto lo stipendio per farsi acquistare, dalla sorella che vive a Jakarta, vestiti all'ultima moda, scarpe con i tacchi, borsette griffate (tarocco si', pero' comunque piu' care e chic), veli in tinte abbinate alle camicette, spille per i suddetti veli e ogni genere di accessori.
Noi giriamo in ciabatte e calzoncini praticamente... sempre! e anche il 99% della gente qui e' abbastanza casual. Non siamo in una grande citta' e non ci sono zone di uffici o shopping center o vie del centro. Ci sono fabbriche, fabbriche, moschee, fabbriche, mercati e... indovinate un po'? Fabbriche! Quindi potete immaginare in cosa consista la schiccheria del luogo, piu' o meno direi in quella di una piccola cittadina produttiva di un paese del terzo mondo, ecco.
Bhe' a volte capita che la mattina siamo in fabbrica, nel grigiume della produzione, a parlare con i capo-reparto o altro e lei scende dall'ufficio tutta vestita di bianco, o di rosa, con le sue scarpine con i tacchi e con la camicina attillata e lunga che le fa da vestitino sopra i pantaloni ancora piu' attillati, con le maniche lunghe lunghe svolazzanti seguite dallo svolazzamento del lungo velo appuntato con una spilla creando pieghe ordinate e disinvolte. Fa morire!

Quindi, dicevamo, si e' inevitabilmente iniziata a preoccupare del vestito, anzi, dei vestiti, visto che ne ha usati 4!
Il problema principale era se usare l'abito musulmano o quello tradizionale. Dopo mille perplessita' e ripensamenti, come ci si poteva facilmente aspettare, ha scelto il piu' bello dei due: quello tradizionale!
Una volta risolto il 'problema vestito' il resto e' tutto in discesa (hihihi come dicevano nel film What Women Want! chissa' come mi e' venuto in mente!)

Ma 'la discesa', ovvero la festa, il luogo, gli intrattenimenti e il cibo ve li racconto domani perche' ora altrimenti la faccio davvero troppo lunga!

martedì 3 agosto 2010

Alle nozze di Arista

Sabato sera siamo andati al matrimonio di Arista, una delle segretarie dell'ufficio.
E' una ragazza che e' con noi da due anni, ormai ha perso tutta la 'paura da straniero' nei nostri confronti e nell'ultima settimana e' stata a casa impegnatissima con tutti i preparativi per le nozze.
Eccola qui nel vestito tradizionale delle spose di Solo, una citta' di Java Centrale (di cui non e' ne' originaria ne' abitante, ma si vede che le piaceva di piu'!):

venerdì 30 luglio 2010

Faccia da Oca

Stamattina ho fotografato tutte le faccie delle oche per rispondere alla domanda di Dale del post dell'altro giorno a riguardo della differenza delle altre oche rispetto all'ochetto adolescente con la cresta, eccolo qui per rinfrescarvi la memoria:

ha 3 mesi e ha ancora dei pelucchi sulla testa, credo rimanenza del piumaggio da 'cucciolo' che gli fanno una divertentissima pettinatura a spazzola!

Queste sono le sorelle dell'oca precedente:
i pelucchi da cuccioli sono gia' stati sostituiti da quello da adulti, ma la parte alta della testa e' ancora squadrata, come si vede meglio qui:
crescendo, gli verra' una sorta di 'bernoccolo' tra il becco e la fronte e la testa diventera' piu' rotondeggiante, come si vede in questa femmina adulta (tra parentesi la migliore covatrice della truppa!):
Quest'altra femmina grigia credo sia ancora piu' vecchia perche' il 'bernoccolo' e' ancora piu' pronunciato:
Ai maschi il bernoccolo sporge verso l'avanti (anziche' solo in alto come nelle femmine); questo e' il maschio che ci aveva dato Padi a gennaio:
e man mano che invecchiano il 'bernoccolo' diventa sempre piu' grande e la faccia sempre piu' espressiva e orgogliosa. Questo e' il mio preferito in assoluto, il maschio anziano del gruppo:
e' davvero vecchio e sta diventando anche un po' cieco... pero' e' ancora decisamente il capobranco e quando avverte il gruppo di spostarsi o di tornare nel recinto o altro tutti lo ascoltano con il massimo rispetto.
Ossignur, mi sembra di parlare di persone a momenti! ma vi assicuro che alcuni atteggiamenti e comportamenti sono davvero chiari e definiti!
Lui e' sempre nella postazione di maggior difesa: fa da apripista quando passeggiano in un posto non usuale, e resta in coda a tutti quando scappano da un pericolo, quando qualcuno di noi vuol fare spostare il gruppo di oche seguendole agitando le braccia lui resta in fondo al gruppo e rallenta minacciando beccate facendo rallentare anche 'l'inseguitore'.
Mentre stavo facendo queste foto era di fianco a me che si grattava il collo strusciandosi sul pavimento di lose, e se mi muovevo verso il gruppo mi beccava le ciabatte!
Ma e' furbo... non erano beccate forti da far male, erano tipo buffetti, come a dire oh, che stai facendo, resta piu' distante! hihihi ... mica scemo, lo sa che gli do' da mangiare!
Chiudo la rassegna 'Faccie da oca' con una foto dello stesso tipetto di cui parlavamo all'inizio, ha una faccia troooppo buffa!

Squak a tutti!

giovedì 29 luglio 2010

Impronte... e attivita'...




Rane e libellule sono state in parte spodestare dalle loro posizioni nella risaia... e attendono con ansia la piantumazione del nuovo riso!
Le oche come sempre non rinunciano a fare la loro parte per aiutare nell'eliminazione di vermetti e radici!
E alla Pem restera' il compito di mettere il riso ad asciugare al sole fino a quando sara' pronto per essere pulito dalla buccia per essere utilizzato...

martedì 27 luglio 2010

L'ochetto adolescente

Chi l'ha detto che sono solo 'gli umani' che quando sono adolescenti si pettinano in modo strano?
Guardate quest'oca di 3 mesi e mezzo che capigliatura che ha:
Anche gli altri 3 cuccioli avevano il ciuffetto a spazzola fino a qualche giorno fa, ma ora l'hanno gia' perso e stanno anche cambiando tutto il piumaggio con delle liscissime e lucidissime 'piume da adulto' nuove nuove!
Molto probabilmente questo piccolo d'oca e' quello che era nato per ultimo e da solo quando le mamme avevano smesso di covare da qualche giorno.
E pensare che poco piu' di 3 mesi fa erano solo dei minuscoli batuffolini gialli...

domenica 25 luglio 2010

Mai piu' infangati!

Questo sabato e domenica e' stato fatto il sentiero per collegare la casa al Joglo depandance!
Finalmente non dovremo piu' infangarci i piedi per arrivare nella depandance (che stiamo ancora usando come casa) quando piove!
Anche le oche hanno contribuito alla costruzione aiutando ad eliminare tutti i vermicelli che erano presenti nella terra!
Mentre Padi, qui sullo sfondo, non ha smesso di bruciare ramaglie varie

La Pem ha girato tutta contenta per due giorni dicendo a tutti, compresi noi e il muratore che lo stava costruendo, che ora era proprio bello perche' anche nell'ultima parte di strada tra un joglo e' l'altro era tutto pulito e non ci saremmo piu' sporcati andando avanti e indietro come se fosse la notizia dell'anno! Ci ha fatto morire...

mercoledì 21 luglio 2010

Un lavoro o un pacco di caramelle?

Venerdi' abbiamo chiesto a Padi, il guardiano notturno, di fare un lavoro.
Dovete sapere che le sua vocazione e' falcettare e bruciare. Intendo qualunque cosa. Dategli un falcetto e un accendino e lo farete felice!
Quando l'avevamo assunto aveva chiesto gli atrezzi del mestire: un falcetto e una pila.
La pila che avevamo noi non andava bene perche' era di quelle ricaricabili con il fascio di luce bello largo; lui ha voluto quella a batterie con il led che illumina lontanissimo ma solo un piccolissimo puntino. Cosi' si aggira di notte con la pila a intermittenza (per non consumare la batteria) che illumina a destra e a manca per tentare di vede qualcosa. E questo e' il lato notturno si Padi.
Poi c'e' il Padi crepuscolare. Quello stadio in cui si aggira per il giardino falcettando qualunque cosa di secco per poi poterla incendiare. Ormai e' un'abitudine trovarlo sempre quando rincasiamo di fianco ad un fuocherello fumoso di foglie di banana mezze secche e ramaglie varie che 'si droga' restando appiccicato a respirare a fianco della colonnina di fumo; sono certa ormai che il fumo di foglie secche di banana e papaja dia dipendenza!
E quando dico che lo fa sempre, intendo proprio sempre. Se c'e' la colonnina di fumo c'e' anche Padi, altrimenti no; viaggiano in coppia simbiotica. Quando piove arriva addirittura a fare il fuoco sotto la tettoia che si e' preparato vicino alla guardiola: sposta il tavolo e le sedie che ha sistemato per la sera sotto la pioggia e al loro posto ci fa un bel fuocherello di cui sniffa i fumi! e' incredibile!

Comunque, per tornare a noi, dicevamo che venerdi' scorso gli abbiamo chiesto se poteva venire a lavorare 3 o 4 giorni per tagliare due grossi bambou.
Praticamente non ha neanche risposto: si e' girato, ha preso il fido falcetto, e si e' messo al lavoro.


Si trattava di una sorta di muro di bambou di una dozzina di metri di lunghezza e una decina di altezza appena prima del muro di contenimento che divide dalle risaie.
In quel punto dalla parte della casa ci sara' la piscina e dalla parte delle risaie vogliamo montare in decking su una struttura in cemento che si affaccia sulle risaie.
Qui si vede abbastanza bene sia il buco della futura piscina che, dietro Padi al lavoro, la struttura in cemento su cui monteremo i listoni di legno che resteranno come fossero a sbalzo sulle risaie, nascondendo il cemento al di sotto del pavimento.

E' stato al lavoro da venerdi' fino a lunedi'. Ha falcettato via tutto il bambou, poi ne ha pulito le stecche grandi tagliando via i rametti, ha zappato e tagliato degli enormi blocchi grovigliosi di radici e finalmente ieri ha iniziato a dare fuoco a tutto.
Stasera poi, dulcis in fundo, gli abbiamo portato 5 litri di petrolio per dar fuoco alle radici restanti in modo che non ricresca: c'erano delle fiammate di 4 metri che di innalzavano scoppiettanti! faceva addirittura paura!

Ora la vista dalla parte della camera da letto e' molto piu' larga e tutto lo spazio sembra essersi indrandito....
Le piante che si vedono sullo sfondo sono tra la risaia e il fiume, una ventina di metri oltre la risaia piu' in basso.

sabato 17 luglio 2010

Montaggio serramenti!

Stanno montando i serramenti gia; da un po'... E' bellissimo vedere la casa che prende forma sempre piu' giorno dopo giorno!

Baidi, il carpentiere che ci sta facendo porte e finestre a cottimo mentre monta la porta finestra a Sud della nostra camera.

Tutti i serramenti sono in massello di Teak. e ci sono delle porte e delle finestre che sono venute una davvero una meraviglia!
In questi giorni stanno finendo di verniciarle, appena fatte vi postero' le foto, anche se rendono molto di piu' dal vivo!

Quando i muri erano stati fatti e il tetto finito sembrava di essere molto vicini alla fine del lavori. In realta' ci sta volendo un sacco di tempo tra montare serramenti e relativi vetri e poi fare la finitura (e qui si fa proprio in quest'ordine, al contrario che da noi!), poi le luci interne ed esterne, sono un'altra cosa lunghissima e che ancora non abbiamo finito, per non parlare dei pavimenti!

giovedì 8 luglio 2010

Brunei Darussalam

Siamo stati in Brunei.
Brunei, non Bahrain! Visto che ci sono state confusioni ultimemente... Anzi, Brunei Darussalam per essere precisi, visto che i suoi abitanti ci tengono molto all'appellativo arabo che significa "dimora della pace".
immagine da www.pecc.org

E il nome e' abbastanza azzeccato devo dire, infatti pensate che sono talmente pacifici che non hanno un proprio esercito!
Ma la cosa divertente (almeno dal nostro punto di vista dal momento che la cosa sembra totalmente folle) e' che il Sultano (Sua Maesta' Hassanal Bolkiah) ha optato per tenere una sorta di esercito privato, gestito dagli inglesi (di cui il Brunei era un protettorato) a cui il Sultano appunto ha chiesto di restare con un contratto rinnovato ogni 5 anni che al momento frutta 40 milioni di sterline l'anno. Ma probabilmente avere i fedelissimi inglesi a difesa di uno stato i cui abitanti non sono disposti a difendere con la vita non bastava, infatti,parte delle truppe sono persone coraggiosissime e fierissime che preferiscono morire al disonore; chi? l'ho chiesto anch'io... e' la risposta e' stata: Nepalesi. Mha. io non li conosco ma ho letto parechio a riguardo del loro onore e coraggio su 'alcuni' blog e.... brrrrr rabbrividisco!!
Anzi a dire il vero piu' che rabbrividire mi chiedo: essendo il simpatico paesello strapieno di petrolio e talmente ricco da poter offrire istruzione e sanita' totalmente gratuite ai suoi abitanti senza che cio' influisca minimamente sul bilancio dello stato oltre a svariati sfizi che Sultano si toglie dovendo al massimo aspettare qualche settimana di 'pompaggio petrolesco' al massimo, ci sono gli Ammericans alle spalle di tutto cio'? No perche', oltre tutto, non hanno una Costituzione essendo una Monarchia assoluta islamica quindi non si sa mai che non vogliano aiutarli a creare una Democrazia...
Oppure, soluzione piu' simpatica, i fedelissimi anglo-nepalesi potrebbero attaccare il Sultano e far salire il loro Comandante sul trono! Non penso sarebbe del tutto anacronistico da queste parti...
Comunque, per tornare al nostro giro in Brunei Darussalam, vorrei potervi raccontare di posti fantastici e luoghi incantati ma purtroppo devo deludervi: non c'e' nulla.
Ma proprio nulla, nulla. E potete non crederci finche' volete ma noi abbiamo passato quattro giorni a chiedere a tutti quelli che incontravamo e le risposte sono state identiche:
Cosa c'e' da vedere? Niente.
Cosa si mangia di tipico in Brunei? Niente
Cosa viene prodotto in Brunei? Niente
Bhe' a dire il vero proprio dopo enormi insistenze siamo riusciti a cavargli con la forza le seguenti informazioni:
Si puo' visitare il palazzo del Sultano, ma solo per 3 giorni durante l'Hari Raya al termine del Ramadan, quindi beccatevi questa foto del cancello del palazzo con il Sultano che esce che e' l'unica cosa che siamo riusciti a fotografare:
La seconda attrattiva e' il parco nazionale. Niente di che in effetti, un pezzo di giungla lasciato cosi' com'era in cui si puo' passeggiare e vedere gli animali. No, grazie. Ci viviamo gia' in mezzo alla jungla direi che andare a vedere questa qui mi risulta inutile.
Terza e ultima meraviglia del Brunei: il monumento al miliardesimo barile di petrolio estratto dal sottosuolo locale.
Che tristezza.
E pensare che hanno talmente tanti soldi (Sultano e famiglia intendo) che potrebbero veramente lasciare un segno nella storia architettonica del Mondo se solo lo volessero.

A proposito di architettura, e di soldi spesi per l'architettura, l'unica cosa a parte le 3 indicate sopra, che si trova rappresentata sulle cartoline del Brunei e' l'albergo dove siamo stati noi:

The Empire Hotel & Country Club.
Costruito inizialmente per ospitare politici e funzionari governativi, durante la costruzione sono andati fuori budjet e cosi' a fianco di colonne di marmo alte non so piu' quanti metri e spessissime ci sono altre colonne di dimensioni piu' modeste in plastica (giuro!) colorate color marmo...

Devono avere dei problemi con i conti in questo paese perche' anche un'altra attrattiva nazionale, il parco giochi fatto costruire dal Sultano per far divertire, sempre gratuitamente, i suoi sudditi ha chiuso per i troppi costi e il poco utilizzo.

Ecco, visto? alla fine ne abbiamo contate 5 di cose da vedere! Alla faccia che non c'e' nulla...(!)
Meno male che siamo andati per lavoro va... sai che barba se fossimo andati fin laggiu' in vacanza?!

Ultime due curiosita' sul Brunei:
E' vietata la vendita di alcolici tatalmente, quindi il sabato e domenica le strade si riempiono di gente che va in Malesia e a Labuan per acquistare ogni tipo di bevanda alcolica!
La carne di maiale invece si trova praticamente in tutti i ristoranti.

La religione ufficiale e' l'Islamismo sunnita e nonostante si trovino notizie che riportano che in Brunei Darussalam le altre religioni sono tollerate solo in foro privato, la nostra cliente che e' cristiana ci ha detto che in Brunei ci sono solo 4 chiese e la costruzione di nuovi luoghi di culto non musulmani e' stato vietato quindi dal momento che il numero di cristiani e' in continuo aumento questi si riuniscono all'interno di case private ma cio' e' vietato e rischiano quindi l'arresto.
E qui si capisce perche' dicevo che la salita al trono del comandante delle truppe inglesi non sarebbe poi del tutto anacronistica!

sabato 26 giugno 2010

Quando il gatto non c'e'...

...i muratori ballano!
Li abbiamo lasciati da soli e ce ne siamo partiti l'altro ieri per un giro a Singapore e in Brunei...
Chissa' cosa combineranno!

La nostra futura camera da letto, ancora senza pavimento, e' stata momentaneamente adibita a sala Ping-Pong visto che il tavolo da ping pong comprato a Bali giaceva inutilizzato da quasi un anno ancora impacchettato. Ora il gruppetto di muratori, vista la nostra assenza, detiene il "potere delle racchette" e io gia' mi vedo grandi campionati in notturna di tennis da tavolo...
Altra novita', arrivata cosi' all'improvviso dopo piu' di un anno di lavori, e' stata questa:
una carriola rossa fiammante che viene lavata tutte le sere insieme ai loro motorini e riposta al coperto per la notte con la massima cura. Ci manca solo che gli mettano una copertina e poi siamo a posto.
Per quale assurdo motivo non avessero voluto comprarla l'anno scorso all'inizio dei lavori resta un mistero.
Alla luce dei fatti, azzardo l'ipotesi che gli spiacesse rovinarla, cosi' ora che i lavori sono quasi finiti e resta solo piu' la terra da spostare e mettere in piano puo' essere usata in tranquillita' ed e' stata comprata!

venerdì 25 giugno 2010

Yanti... Che mese da pauraaa!!

Giugno si sta dimostrando duro, duro durooooo...
neanche piu' il tempo di aggiornare il blog! mamma che stufia!


Abbiamo preso una nuova ragazza in ufficio, si chiama Yanti.
E come ogni volta la stessa storia si ripete...

Panico da presenza di stranieri, gia' non capisco nulla ora sono anche in acido perche' una con i capelli gialli mi sta parlando, ho sentito di quelle leggende metropolitane sugli stranieri da far drizzare i capelli e se sbaglio finisce che mi affettano e mi mangiano qui direttamente nell'ufficio, e via dicendo...

Cosi' bisogna starle dietro tutti i giorni dal mattino alla sera, parlarle in continuazione e spiegarle le cose 10.000 volte per far si' che ne capisca almeno la meta', resistere alla tentazione di fracassarle la testa quando non capisce e, alla decima volta che le si ripete una cosa, invece di cercare di capire ti guarda pensando 'ma che diavolo dice questa pazza furiosa di cosi' insensato' mentre le stai dicendo la cosa piu' semplice e normale del mondo. e' davvero stressante.

E' stressante soprattutto perche', se ascoltassi il cuore, per darle una smossa e una svegliata ci sarebbe proprio bisogno di piantarle una bella urlata ogni tanto. Ma il cervello lo impedisce perche' sa che se le urli quella va ancora piu' in panico e per 3 giorni non capisce neanche piu' quando le dici 'buongiorno' la mattina!

lunedì 31 maggio 2010

Pietre...

Oggi siamo andati a comprare pietre!

I pavimenti in piastrelle sono stati posati, i soffitti verniciati, il tetto riparato. Non ci mancavano che i pavimenti esterni, e cosi' oggi siamo andati nel magazzino di una signora grassoccia e divertentissima che non la smetteva un attimo di chiaccherare e dopo una lunga contrattazione a fine settimana avremo i pavimenti in pietra recapitati a casa!
230 mq di pietra chiara per studio, camera ospiti e parti esterne a ovest, 35 di simil-lose per il marciapiede a est, 4 mq di pietra grigio-verde per le soglie del salone, e una trentina di metri di pietra nera per le basi dei pilastri e gli scalini d'ingresso.
La signora era felice. E noi anche!

venerdì 21 maggio 2010

Et Voila'... luce!

Queste sono decisamente quelle che hanno fatto piu' colpo sui 'passeggiatori' che arrivano di tanto in tanto a vedere come proseguono i lavori.
Baidi, il carpentiere che sta facendo i serramenti, e' venuto apposta per vederle perche', dice, la sera prima di dormire ogni tanto pensava e cotanta curiosita' non gli permetteva di prendere sonno.
Kris e' passato una mattina unendo la curiosita' per le luci a quella per una trave che ha ceduto di colpo e dev'essere sostituita.
Padi e i muratori che dormono qui giocherellano tutte le sere ad accendere e spegnere le luci ed hanno trasferito la zona dove giocano a carte la sera nel centro della nostra futura cucina, la Pem fa capolino di tanto in tanto a controllare gli aggiornamenti, e Humar gira tronfio ad un metro da terra tanto e' l'orgoglio di aver montato queste luci.
E che saranno mai? direte voi...
nulla di fantascentifico, delle tesate con interruttore sia all'ingresso della camera che vicino al comodino.
Ma qui non e' poco. Anzi.
la lampadina e' provvisoria naturalmente!

Intanto i deviatori qui non si trovano, bisogna andare nella citta' grossa e girare per un sacco di negozi per trovare chi capisce cosa stai chiedendo. Una luce che si accende ad un punto e si spegne da un altro o viceversa non e' mica cosa da poco sapete?!
Quando poi hai trovato qualcuno che non ti prende per pazzo, devi farti accompagnare per un'altra manciata di negozi super-specialzzati per poter trovare l'unico bruttissimo scarnissimo modelli di deviatore disponibile.
Qui li chiamano "interruttori hotel" perche' li usano solo gli hotel...
E noi per disperazione, minor costo e maggiore scelta disponibile siamo andati a comprarli a Bali.
Se poi, alla meraviglia del deviatore aggiungete quella di una tesata, con lampadine senza cavo e cavi che fungono da corde a cui si avvita il supporto, bhe... vedrete davvero la faccia meravigliata dei passanti/passeggiatori curiosi.
Ieri addirittura la donna del mercato che ci porta a casa la verdura per i conigli stava cercando di farsi spiegare dalla Pem il funzionamento, ed era tanto meravigliata e incredula che non si e' neanche osata ad andarle a vedere!
Dal canto nostro, la cosa che continua a stupirci ogni giorno di piu' sono le 'impalcature' e lo sprezzo del pericolo (o forse disprezzo della vita...) di Humar...

e pensate che mentre lui era lassu' prima Cri e poi io siamo dovuti salire sui primi due 'scalini' della scala per passargli le lampadine... mai avuto tanta paura!!

giovedì 20 maggio 2010

Birra e arance

Dopo il gelato, ecco l'ultima trovata di Merlino:
e' andato avanti tutta la sera e leccare e giocare con una lattina di birra fermandosi solo ogni tanto per mordicchiare una buccia d'arancia!

Mi fa morire!
E' socievole da matti... questa mattina ha cercato di fare amicizia con le piccole paperelle ma loro cattivissime l'hanno rincorso minacciando beccate!! e lui poverino se l'e' data a gambe levate!

p.s. questo era quello che faceva mentre scrivevo il post qui sopra:
lamentandosi che la lattina era finita (non da lui, naturalmente!) l'ha fatta rotolare come una pallina per ore, anche prendendola con i dentini da coniglio che si ritrova e sbattendola su e giu'!

Gelato conigliesco

Ieri sera ci stavamo mangiando il gelato fatto da noi con le fragole fresche quando e' entrato Merlino (per gli amici Palla-di-Pelo).
Ha iniziato ad arricciare il nasino e annusare dappertutto. Poi, non trovando nulla di commestibile dall'odore di fragola ha iniziato ad addentare le candele profumate ai frutti di bosco! Cosi' abbiamo dato un po' di gelato anche a lui! Gli gusta mucho!!

martedì 18 maggio 2010

Il mondo e' pieno di scale...

e loro stanno imparando adesso a farle!

E' qualche giorno ormai che lasciamo le piccole paperelle orfane libere durante il giorno ma le piccine non si fidano ad allontanarsi dal terrazzo dove hanno la gabbia e il cibo!

Il primo giorno addirittura, dopo soli 5 minuti di liberta', sono tornate tutte e sette a pigolare e dare beccate alla rete della gabbia fino a quando non le abbiamo fatte rientrare! Si vede che proprio che li' si sentono piu' sicure!

domenica 9 maggio 2010

Singapore by night

Giovedi' mi lamentavo di sentirmi come una biglia e non ho neanche scritto per dove stavamo partendo!
Siamo stati a Singapore, e la camera d'albergo al 53esimo piano aveva davvero una vista mozzafiato:

Sulla sinistra della foto sopra c'e' la Singapore Flyer, la ruota panoramica piu' alta al mondo e l'avevamo ai nostri piedi... sembrava cosi' piccola vista da lassu'!
In basso sulla destra, quella costruzione ovale illuminata, e' parte dell'Esplanade, mentre sopra, l'imminente complesso ancora in costruzione delle tre torri che ospiteranno hotel, centro commerciale, residence e casino' collegate all'attico da un'enorme terrazza. La vedete meglio nella foto qui sotto:
Questo invece il panorama di questa mattina all'alba:
Ciao Singapore, alla prossima!

giovedì 6 maggio 2010

Come due biglie

In questo periodo stiamo meno fermi che mai!


E oltre aver trovato due biglie sepolte nell'orto che sono esattamente identiche a quelle che avevo da piccola (il proprietario della fabbrica che le produce dev'essere un uomo ricchissimo visto che ci sono in tutto il mondo, dall'Italia all'Indonesia!) come due biglie ci sentiamo anche noi che rimbalziamo tra Singapore, Bali e Java in continuazione...
Questa settimana abbiamo quasi finito di montare le luci nella zona giorno e nella camera degli ospiti, con delle scene davvero da circo di Humar, che come al solito di legarsi almeno un cordino attorno alla vita (vita in tutti i sensi) non ne ha voluto sapere...


ma per capire esattamente dov'e' mentre fa questa acrobazia guardate la foto qui sotto:
Humar durante il montaggio dei faretti per illuminare la parte centrale del tetto del salone
Buon fine settimana a tutti!

mercoledì 5 maggio 2010

Sembra un albergo...

Siamo qui che ce la ridiamo perche' casa nostra, questa provvisoria che stiamo usando ora, sembra davvero un albergo.
Non solo perche' essendo divisa dall'altro Joglo che fa da cucina e sala pranzo, qui e' un open space con letto, armadi, salottino, angolo scrivania, e angolo frigo-bar tipo una di quelle junior suite degli alberghi, ma anche perche' c'e' un via vai che sembra di stare nella hall di un hotel.

E' gia' da qualche mese che abbiamo una ranocchia che dorme tutto il giorno sotto il tappetino in legno della doccia. La sera, puntualissima come un orologio svizzero, saltella fuori dal bagno e passando sotto il mobile della tv esce dalla porta sul retro per la sua passeggiata notturna.
Quelle poche sere che trova la porta chiusa perche' abbiamo l'aria condizionata accesa, saltella davanti alla porta avanti e indietro a volte addirittura appoggiandosi con le zampine anteriori sulla porta nel tentativo di aprirla, fino a quando non la facciamo uscire.
La mattina, quando riapriamo la porta, rincasa e se ne torna a dormire sotto la doccia.
Non e' per nulla fastidiosa, contribiusce all'eliminazione di eventuali insetti che entrano in casa, e non si e' mai fatta vedere ne' tantomeno ci e' mai saltata sui piedi quando facciamo la doccia. Quindi non e' mai stata cacciata e la convivenza prosegue pacifica.

Ora, a questo via vai 'ranesco', si e' aggiunto quello 'conigliesco'...

Merlino, per gli amici Palla-di-pelo, ha paura del buio.
Gli piace gironzolare di sera godendosi il fresco ma sta il piu' possibile vicino alla parte anteriore illuminata del Joglo. Saltella nel prato di fronte, mangia un po' d'erba, poi sale nel portico, riscende nel prato... e, ogni tanto, entra saltellante dentro casa, ci gira intorno, e poi se ne ritorna fuori, per ripetere il giro dopo un quarto d'ora circa.
Per ora scappa se cerchiamo di toccarlo (credo per timore di essere tosato ancora), ma sono sicura che nel giro di pochi giorni durante questi giretti interni verra' anche a farsi fare qualche coccola come Bianca che invece e' padrona dell'altro Joglo.

Non ditemelo, lo so che non siamo normali.
Pero' fa ridere davvero: Siamo nel nulla, fuori c'e' una vista da Jurassic Park, dentro siamo attrezzatissimi con internet e gelato fatto in casa fatto ieri mentre guardiamo un film in italiano... e poi c'e' la rana che entra e esce dalla porta sul retro, il coniglio che saltella attorno alle poltrone del salottino entrando e uscendo dalle porte finestre sul davanti e le oche che ogni tanto incominciano a starnazzare fuori in giardino!

Comunque, bando alle ciance, avevo promesso a NonnaPapera le foto di Palla-di-pelo.

Ieri mattina, dopo la prima fase di 'tosatura' con cui sono stati eliminati i grumoni che bloccavano il collo e le zampe posteriori e dopo aver passato la notte nel portico sotto la rete usata per le papere di giorno, e' stato lasciato libero e... ha scoperto il Basilico:

Naturalmente le tre piantine (che prima della foto erano decisamente piu' rigogliose) ora sono praticamente inesistenti... per fortuna qui viene su come niente e l'orto ne e' pieno!

Poi, ieri sera, abbiamo proseguito la 'liberazione da pelo'.
Questa foto fa impressione, lo so, ma contate che non lo sto tenendo per il codino ma per un grumo di pelo che era gia' stato quasi tutto staccato prima della foto...

Le zampine dietro sono ancora tutte da tosare e anche sul corpo ci sono ancora tanti grumi da togliere... ma stasera ci siamo presi una pausa perche' a me e' venuta una bolla sul dito e lui ha esaurito la pazienza!

lunedì 3 maggio 2010

Il Bianconiglio, il nuovo Bernie e la 'palla di pelo'

C'erano state grandi discussioni sui conigli: chi diceva di lasciarli liberi, chi di tenerli in gabbia, chi che la gabbia andava fatta in un modo diverso...
Alla fine, forse per paura di prendersi la colpa della 'sparizione' delle bestiole se lasciate libere si era optato per tenerle nella gabbia che era stata fatta da Humar.
Almeno fino alla scorsa settimana...
Poi un giorno siamo tornati a casa e abbiamo trovato Bianca che girava per il giardino!

Avevano deciso di liberarli perche' Bernie, il maschio, non stava molto bene. Ed infatti purtroppo il giorno dopo e' morto. A quanto pare di vecchiaia...

Ora e' una settimana che la femmina, Bianca, gira libera durante il giorno. E fa veramente morire avere un Bianconiglio che gira tranquillamente per il giardino avvicinandosi a cercare cibo se viene chiamato! Sembra di essere Alice nel paese delle Meraviglie!
Ci aspettiamo solo piu' Panco Pinco e Pinco Panco! (anche se Humar e Padi certe volte che discutono in effetti...)

Pem e i muratori l'hanno anche viziata, la piccola coniglietta, ora che e' rimasta da sola. Durante la pausa pranzo se ne sta dentro il Joglo con loro a prendersi le coccole e qualche verdurina fresca.
Praticamente sta diventando un cagnolino!
L'unico inconveniente e' che e' silenziosissima e velocissima cosi' ogni tanto si avvicina e con i baffetti ci tocca i piedi... ci fa prendere degli spaventi che non vi dico!
Domenica siamo andati al mercato degli animali a cercarle un nuovo marito.
C'erano delle mini lepri, dei coniglietti di un tipo diverso e un coniglio maschio enorme tipo d'angora o non so che altro, ma con un pelo davvero lunghissimo. Faceva pena. Non solo perche' il poverino aveva un caldo incredibile ma soprattutto perche' il lungo pelo non gli veniva mai spazzolato e cosi' si erano formati dei grumi che neanche un Komondor!
Per un attimo siamo stati indecisi: da una parte ci faceva una pena tremenda e l'avremmo preso solo per liberarlo da quell'ammasso di peli. Poi abbiamo ricominciato a guardarci in giro e abbiamo trovato un altro maschio, con il pelo di lunghezza normale, che sembrava anche piu' giovane e in salute. Allora l'abbiamo comprato in fretta, senza piu' girarci a guardare l'altro per timore della nostra pieta', facendo finta di nulla e dicendo solo 'poverino quello con il pelo lungo...' sulla strada del ritorno.
Siamo arrivati a casa e abbiamo messo il nuovo coniglio nella gabbia. Lo terremo chiuso una decina di giorni prima di lasciarlo libero di giorno con Bianca, in modo che si abitui alla nuova casa e non scappi.
Ma il povero coniglio peloso?
In certi casi si sa, se deve succedere, in un modo o nell'altro succede...
Stamattina siamo arrivati in ufficio dopo un po' e' arrivato Kris. Mi si avvicina e mi posa ai piedi una scatola di cartone tenuta chiusa con un nastro che fungeva anche da maniglia.
Dico cos'e'? e intanto allungo la mano per aprirla e sbuca fuori una testolina fulva seguita da un'enorme palla di pelo con la vaga forma di coniglio! Era lui...!
Kris era tutto felice e mi dice mi avevi detto di non avere piu' il maschio e cosi' sono passato al mercato a prendertene uno! Era troppo contento ed era stato troppo gentile per dirgli che ne avevamo gia' uno e che sarebbe stato un problema mettere due marchi insieme... !
Cosi' ora l'abbiamo portato a casa, e abbiamo passato piu' di tre ore a cercare di tosarlo un po'...
non siamo neanche a meta' del lavoro!
ma almeno ora riesce a girare la testa e ad allungare tutte e due le gambe, era completamente ingrovigliato nel suo stesso pelo.
Il poverino nonostante fosse spaventatissimo capiva che volevamo aiutarlo e cercava di sopportare e, non appena liberata la testa, di aiutarci leccandosi e tirandosi il pelo.
Mi ha ricordato da matti Shangky quando l'avevamo comprato per disperazione dal disgraziato venditore al mercato di Cirebon.
Domani gli tocchera' (e ci tocchera') il secondo round di tosatura, sperando di riuscire a liberarlo del tutto dai quei grumi di pelo che tanto lo infastidiscono.
Per il nome siamo indecisi tra "palla di pelo" perche' mentre si leccava e tossiva per il pelo sembrava davvero il Gatto con gli Stivali di Shrek e Merlino, che nella parte in cui si trasformava in coniglio era abbastanza scompigliato se non ricordiamo male!
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